Ponte ok per il traffico ma nessuna sicurezza per i sisma

Nessun problema a sopportare il traffico, anche intenso, che ogni giorno transita da una parte all’altra dell’Arno, ma nessuna garanzia di stabilità sotto la spinta di un eventuale terremoto. È questa la ‘fotografia’ scattata al ponte di Santa Croce, attraverso le conclusioni di un apposito studio commissionato lo scorso gennaio dalla Provincia di Pisa (ente proprietario della strada) alla società Aiace Consulting di Ghezzano (leggi qui).

Un’analisi approfondita, che vedeva il ponte tra Santa Croce e San Donato in un elenco di tre viadotti finiti sotto osservazione, insieme a quello sul Canale Imperiale a San Giovanni alla Vena e a quello di Cascine di Buti, sulla Sarzanese Valdera, oggetto di lavori urgenti eseguiti negli scorsi mesi. Tre ponti che già nel 2012 erano stati indicati come “strutture critiche”, bisognose di una particolare attenzione di un’ulteriore approfondimento, soprattutto in relazione ai nuovi parametri sulla portata utile e sulla vulnerabilità sismica. Un esame che il ponte di Santa Croce ha superato per metà, come spiegato nelle certificazioni di idoneità redatte dalla Aice Consulting.
“Visti i risultati delle indagini sperimentali e numeriche eseguite sotto la direzione dello scrivente – si legge nel certificato firmato dall’ingegner Silvio Levrero – il sottoscritto dichiara come collaudatore e sotto la propria responsabilità che le strutture del ponte sono idonee a sostenere in sicurezza le azioni permanenti e le azioni variabili da traffico”. Per questo motivo, il collaudo sgombra il campo dal rischio di limitazioni alla viabilità. “Non sono quindi necessarie – si legge ancora – limitazioni di portata in relazione ai carichi previsti dal codice stradale”
Allo stesso tempo, la stessa relazione fa sapere che il ponte non è realizzato per reggere ad un eventuale terremoto. “L’organismo strutturale oggetto di analisi – prosegue l’ingegnere – visti i risultati delle analisi geofisiche condotte dal geologo Alessandro Danesi e consegnate nella relazione del 1 giugno 2017, non è in grado di sostenere in sicurezza le azioni sismiche determinate secondo le normative vigenti”.

 

Giacomo Pelfer

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