Lorenzo in Azzurro, su due ruote tra i migliori d’Italia foto

Dall’anno scorso è anche in maglia azzurra. Lorenzo Bernini, 15 anni di Torre – che in nazionale, ma di volley ha già portato Simone Buti – ha chiuso terzo il Campionato Italiano Enduro under 23 e anche quello di cross country. Per questo ha ricevuto un riconoscimento alla premiazione finale di Treviso dei campionati italiani di enduro 2017. Lorenzo va in modo da quando aveva 9 anni: passione, la sua, ereditata dal papà ma che piace anche alla mamma. E’ stato il papà a regalargli la prima moto, assecondando una passione in primo luogo sua, ma che a Lorenzo dà enormi soddisfazioni. Da poco ha preso il patentino per il motorino e quindi ha fatto l’under 23 per la prima volta, guidando una moto di cilindrata 50.

Uno sport costoso, quello scelto, ma neppure troppo secondo la mamma: “Certo, non bastano una tuta e un paio di scarpette, ma se raggiungi livelli accettabili, ci sono gli sponsor che ti aiutano”. E quelli di Lorenzo lo sono eccome, visto che è il terzo migliore d’Italia e che si è meritato di far parte del team azzurro, con il quale ha disputato anche gare europee. Uno sport che non è un gioco da ragazzi: “Siamo in una categoria difficile, perché la cilindrata inizia a essere da adulto e le competizioni sono durissime”. Senza tenere conto che sono in tutta Italia: “Per ogni gara stiamo via tre giorni tra prove, qualifiche e gara vera e propria. Abbiamo girato quasi tutta Italia, specie al nord perché lì questo sport è più diffuso. Poche, invece, le gare in Toscana: qui non è tanto diffuso”. 
Lorenzo, nel 2012 è stato campione italiano nella categoria mini. Anche il babbo va in moto, la mamma ha la patente “ma non mi piace guidarla. Dietro Lorenzo, invece, salgo volentieri perché è tranquillo mentre guida, ti dà sicurezza… ho sempre la sensazione che sappia cosa sta facendo. Forse proprio perché è abituato a ben altre condizioni di guida: in strada è più comodo”. 
Lorenzo va anche a scuola, ha iniziato il Checchi a Fucecchio. “Non è facile, perché nei mesi di gare, andiamo via il venerdì e quando la domenica torniamo è abbastanza stanco”. Palestra, oltre agli allenamenti in pista, nel programma di Lorenzo, perché per tenere quella moto servono anche i muscoli. “Allenamenti di enduro, quando siamo qui a casa, non possiamo farne, ma usiamo le piste da cross, quello è un po’ più diffuso. Lorenzo ha iniziato facendo cross, infatti. Ma hai in mente le partenze del cross? Tutti insieme, 40 ragazzi, ero terrorizzata. Invece nell’enduro, quello da battere è il tempo e si parte uno alla volta, per questo gli ho detto di provare. Poi gli ho preso un casco arancione fluorescente, così vedo sempre dov’è”. D’altra parte, per la mamma un figlio è sempre il suo bambino. “Ora lo vedo più ometto e sono più tranquilla. Penso anche che i pericoli ci sono tutti i giorni, in tutte le attività che facciamo e questo è un modo per farlo crescere, correndo forse qualche rischio, ma sapendolo in un ambiente pulito, fatto di disciplina e regole, contento di andare a letto alle 9,30 il sabato sera se la domenica c’è la gara. Vedo che ottiene dei risultati e quindi lo sostengo. Credo che sia un bello sport, non più rischioso di altri, ma capace di darti qualcosa che con altri sport è più difficile, come la possibilità di conoscere gente di tutto il mondo. Lorenzo ha amici a Londra, in Olanda, a Dubai”.
In 4 anni, il centauro di Torre è cresciuto parecchio, “Abbastanza da pensare che questa passione possa essere un’attività per il futuro”. Non solo grazie alle sue capacità, ma anche con tanto impegno e disciplina. 
Ora, anche a causa delle temperature basse, le gare sono ferme e Lorenzo si gode un po’ casa, anche se gli allenamenti continuano in vista di febbraio, quando ricomincerà la stagione 2018. “E’ una buona alternativa per i ragazzi che non amano gli sport di squadra, perché puoi contare solo tu stesso ma poi, fuori dalla pista, hai tanti amici. A fine gara si abbracciano e passano tutto il tempo insieme”.

Elisa Venturi

 

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