Sciopero grande distribuzione, sindacati:‘Non fate la spesa’

“Chiediamo sostegno e solidarietà, non fate la spesa in questi giorni” è l’appello che Cgil, Cisl e Uil rivolgono ai consumatori. I sindacati confederali portano in piazza domani venerdì 22 dicembre i lavoratori della grande distribuzione e della distribuzione cooperativa per il rinnovo del contratto nazionale. Molte adesioni arriveranno dai punti vendita come Unicoop Tirreno, Unicoop Firenze, Coop Centro Italia, Carrefour, Coin, Decathlon, Despar, Esselunga, Ikea, Leroy Merlin, Metro, Ovs, Upim, Zara e tanti altri. In Valdarno e in Valdera sono previsti scioperi ma non presidi, che saranno concentrati all’Ikea di Pisa perché lì le battaglie si sono fatte più aspre.

Previsti volantinaggi in tutta la regione e alcuni presìdi: a Firenze alle 9,30 in largo Alinari davanti alla sede di Legacoop, alle 11 in piazza Repubblica davanti a Zara e La Rinascente, a Vignale Riotorto in mattinata nel piazzale davanti la sede di Unicoop Tirreno, manifestazione nazionale sulla vertenza, a Pisa in mattinata davanti a Ikea, a Prato in mattinata davanti a Pam e Parco Prato e a Lucca in mattinata davanti a Esselunga e Carrefour. Nelle altre province verranno effettuati volantinaggi davanti ai vari punti vendita. Per le province della costa, i lavoratori saranno in presidio in mattinata a Vignale Riotorto, nel piazzale davanti alla sede di Unicoop Tirreno, dove si terrà una manifestazione nazionale a sostegno della difficile vertenza. “Sono oramai quasi quattro anni – attaccano Cinzia Bernardini della Cgil, Carlo Di Paola della Cisl e Marco Conficconi della Uil – che i lavoratori della cooperazione, oltre 12mila in Toscana, sono senza contratto nazionale per la pretesa della controparte di trovare una soluzione che peggiorerebbe diritti e retribuzione, a partire dal non pagamento dei primi tre giorni di malattia, a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello già siglato con confcommercio. Le aziende associate a Federdistribuzione, invece, da oltre quattro anni impongono unilateralmente l’applicazione, nei fatti, di un regolamento associativo, non sottoscrivendo un nuovo contratto nazionale di settore e neppure riconoscendo il rinnovo del contratto nazionale Tds siglato con confcommercio nel 2015, producendo un danno retributivo e contributivo alle lavoratrici e ai lavoratori, circa 15 mila in Toscana. Situazione aggravata ulteriormente dai comportamenti di molte singole aziende che in questi anni hanno operato disdette dei contratti integrativi, aperto procedure di licenziamento e, soprattutto, pretendendo aperture per le festività, massima flessibilità degli orari, peggiorando le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori”.

 

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