Vanni, in una lettera il ricordo del marito scomparso

Una lettera pubblica di ringraziamento dopo la morte del marito, l’imprenditore di Montopoli Antonello Sani, avvenuta lo scorso 7 febbraio dopo una lunga malattia. A scriverla è Maria Vanni, consigliera comunale di Montopoli e candidata alla Camera dei Deputati. Una lettera di cordoglio ma anche di profondo amore.

“I miei figli, Filippo e Francesca – scrive –  ed io siamo profondamente grati della dimostrazione di stima, di amore e per il sostegno ricevuto dalle persone nei giorni in cui il dolore ci ha travolti e l’assenza è la presenza più importante. Trovo il tempo di un sorriso, amaro, nel pensare che forse saresti orgoglioso, di averci visto tutti qui, a ricordarti e a celebrare la tua partenza, ma soprattutto sorrido dell’ironia della vita, che nella morte restituisce la dimensione più vera, l’essenza, a tutte le cose”.
“Ci siamo conosciuti giovanissimi – ricoda – e insieme abbiamo coltivato i nostri sogni, due splenditi figli, una solida e rispettosa famiglia, una casa, un lavoro e prima di tutto il nostro profondo amore. Ci siamo sempre amati, rispettati e sostenuti anche quando non condividevamo le stesse visioni, perché entrambi siamo appassionati di libertà nel rispetto del prossimo, ma il nostro tesoro più grande era ed è la nostra famiglia. Insieme abbiamo gioito e pianto, insieme abbiamo vinto e perso, insieme abbiamo riso e litigato. Per questo ti sarò sempre grata di aver creduto in me, di avermi voluta come compagna di una vita, di non avermi mai ostacolato nelle mie passioni e di avermi spinto a non rinunciare a tutte le occasioni che mi si presentavano, così come hai fatto per i figli. Anche quando, gli ultimi giorni di gennaio volevo rinunciare a candidarmi, perché avevo paura di sottrarti e di sottrarmi gli ultimi momenti insieme. Con un filo di voce mi hai detto vai, fallo per me perchè la vita è vita e va vissuta fino alla fine assaggiandola in tutti i suoi sapori. I nostri figli hanno bisogno di vederci attivi, vivi e non rinunciatari”.
“Amavi la vita e le relazioni – prosegue la lettera aperta – il tuo ottimismo e il credere che per ogni problema ci fosse una soluzione. Il non arrenderti, unito alla tua instancabile volontà, non solo ti ha consentito di far nascere e sviluppare un’azienda ma di far crescere le persone, che nei giorni del tuo silenzio ti hanno ringraziato, riconoscendo il valore di ciò che hai trasmesso e donato. Da tutti hai chiesto sempre il massimo, senza però essere vile, perché il massimo lo hai sempre preteso anche da te stesso. Ed è per questo che tanti ti hanno voluto bene. Hai anche saputo dare tanto, come solo un grande egocentrico può fare. Sì, perché l’altra faccia della medaglia dell’egocentrismo, nella migliore delle ipotesi, è una generosità di pari livello. Sei stato un uomo generoso e capace di intime e insospettate umiltà. Nelle nostre infinite discussioni, sempre abbiamo concordato che non importa come ti chiami o quanti soldi hai, ma bisogna aver sempre rispetto per le persone. Per tutte le persone. Arrivederci amore mio. A nome tuo, mio e di tutta la famiglia ringrazio tutti, dal profondo del cuore”.

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