Autismo, Shalom: “No al polo della disabilità”

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“Esprimiamo forti dubbi sulla realizzazione del polo della disabilità in località Terrafino a Empoli” annuncia il movimento Shalom, che si affianca alle associazioni per l’autismo in Toscana per sollecitare soluzioni più confacenti ai bisogni della persona autistica nell’ambito della propria comunità e a contatto con le proprie reti familiari e sociali. In modo che sia sempre più evidente il principio dell’uguaglianza, della dignità e della libertà dell’uomo. Un polo della disabilità che, in sostanza, ha già trovato i primi oppositori.

Il Movimento Shalom, nel quarantennale della legge Basaglia, esprime il pieno consenso all’abolizione di strutture sanitarie e sociali permanenti che isolano le persone con disagio mentale limitando la loro inclusione nel contesto della vita ordinaria propria di tutti i cittadini e ledendo il diritto di ciascuna persona affetta da autismo ad avere una vita piena, autodeterminata e libera in rapporto al proprio progetto di vita secondo i propri desideri e le singole aspirazioni.
L’obiettivo primario di una società pienamente libera e civile è quello di garantire alla parte più debole di essa progetti di vita che prevedano: integrazione, condivisione e anche autonomia.
“Invitiamo – dice Shalom – le Istituzioni in oggetto a riflettere ulteriormente, insieme alle associazioni specifiche di settore e a coloro che sono sensibili e attenti a dette problematiche per trovare soluzioni più adeguate al diffuso e complesso mondo delle persone affette da disagi mentali soprattutto quando viene a mancare il supporto della famiglia”.
E aggiunge: “Ci permettiamo di esprimere forti dubbi sulla realizzazione del polo della disabilità in località Terrafino a Empoli che pur essendo apprezzabile nella sua struttura architettonica, non ci sembra pienamente corrispondente alle esigenze delle persone con autismo, alle quali verrebbe a mancare l’elemento primario delle integrazioni e relazioni affettive e sociali con il loro mondo d’origine. Gli altri loro diritti: abitazione, istruzione, sanità e lavoro meglio se garantiti dalle scelte politiche dei Comuni di appartenenza, per la prossimità e la naturale appartenenza in quanto cittadini da loro amministrati”.
“Non mancano progetti positivi – conclude il movimento -, né esperienze diffuse sul nostro territorio regionale, nazionale e il molti paesi dell’Europa che potrebbero ispirare alternative percorribili. Con il rispetto verso le Istituzioni e lo spirito di collaborazione che ci distingue da sempre, vi invitiamo a ripensare il polo della disabilità del Terrafino e ad individuare soluzioni adeguate che esaltino il valore della persona umana e dei suoi diritti secondo la tradizione e lo spirito della nostra regione toscana”.

 

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