“L’ho visto affogare”, bimbo ingoiato dalle acque di Roffia foto

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Leo stava facendo il bagno in riva al lago di Roffia insieme ad altri bambini e con la supervisione di un parente. D’improvviso, l’uomo ha visto il bambino sparire in acqua e non lo ha più visto tornare in superficie. Sono subito scattate le ricerche, da prima delle 17 di oggi 21 giugno. Il corpo senza vita di Li Qi Jun è stato ritrovato in serata. Questa giovanissima è la terza vittima di quelle acque in pochi anni (Il corpo era sotto un pontile. Ritrovato il pensionato). Quelle acque in cui la balneazione è vietata. 

A Roffia sono arrivati i vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto, insieme al nucleo sommozzatori del comando di Livorno che hanno controllato la superfiecie del lago e all’elicottero del reparto volo di Arezzo. Il bambino, conosciuto da tutti come Leo, 12 anni di Stabbia di Cerreto Guidi, a quanto si apprende, usava i braccioli per stare in acqua, che sono stati ritrovati galleggiare vicino la riva. I genitori del bambino sono cinesi e parlano pochissimo l’italiano, tanto che a fare da interpreti sono stati il figlio piccolo – fratello di Leo – e un ragazzo che lavora alla Canottieri. La mamma, arrivata subito sul posto, ha accusato un malore quando ha capito che la situazione era disperata ed è stata soccorsa dai sanitari del 118. 
A rendere complicate le ricerche, tra l’altro, l’acqua non proprio limpida del lago. Anche per questo quella zona era stata interdetta alla balneazione.
Sul posto sono arrivati il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini e la polizia municipale.  “Il fondo del lago è melmoso – ha ricordato Gabbanini -. Qui da sempre c’è un divieto di balneazione. Attualmente il bacino è della Regione Toscana che lo ha acquistato dalla Borgioli”. 

Gabriele Mori

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