Deidda guida la Provincia di Pisa: il dopo Filippeschi

Come sono andate le elezioni amministrative c’entra poco. Il presidente della Provincia di Pisa è un sindaco eletto dagli eletti – in quanto la Provincia è ente di secondo livello – e quindi non può essere surrogato dal nuovo sindaco ma decade quando sindaco, non lo è più. Con l’elezione di Michele Conti alla guida di Pisa (Michele Conti è il nuovo sindaco: il centrodestra conquista Pisa, Massa e Siena), per la Provincia inizia un nuovo corso. A condurlo sarà il vice: la sindaco di Santa Croce sull’Arno Giulia Deidda.

Il primo passo sarà la proclamazione di Conti a sindaco di Pisa, che farà decadere il mandato di Marco Filippeschi (il consiglio provinciale decadrà, invece, a dicembre). Da quel momento, Deidda sarà “facente funzioni”, nel senso che, come chiarisce lo statuto della Provincia, “Il presidente della Provincia può nominare un vicepresidente, che svolge le funzioni ad esso delegate e che lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento. In caso d’impedimento permanente, dimissioni, rimozione, decadenza, sospensione del Presidente della Provincia, le funzioni sono svolte dal vicepresidente sino all’elezione del nuovo presidente”. Che dovrebbe essere tra fine settembre e inizio ottobre. La sindaco di Santa Croce sull’Arno, quindi, si prepara a guidare la Provincia di Pisa in una fase non facile, anche perché il nuovo governo, probabilmente, dovrà decidere se e come compiere il destino di questo ente. Quello di Deidda, comunque, resta un compito importante e prestigioso, che non sarà facile da bissare: per la legge dei numeri, è più facile che il presidente lo esprima il comune più grande. Importante anche perché sarà lei a dare l’indirizzo politico, lei che ha tra le deleghe i rapporti con la città metropolitana di Firenze e che rappresenta il territorio più lontano dal capoluogo. Sempre da statuto, infatti, è previsto che “Il presidente della Provincia rappresenta l’Ente, ne assicura l’unità d’indirizzo politico amministrativo, ne emana gli atti mediante propri decreti, convoca e presiede il consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci fissandone l’ordine del giorno, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degli atti ed esercita le altre funzioni attribuite dallo Statuto”.
Per il resto, cosa deciderà di fare il nuovo governo con le Province e come continuerà l’iter è difficile saperlo, dato che qualcuno parla già di tornare al suffragio univerale e quindi a una Provincia di eletti dal popolo anziché dagli eletti. 

 

Elisa Venturi

 

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