Migranti, centri sovraffollati e frodi fiscali: 4 nei guai

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Un’indagine avviata nel 2014 nei confronti di soggetti aggiudicatari diretti e indiretti (attraverso cooperative del terzo settore) di bandi di gara indetti dalla Prefettura per la gestione dei servizi di prima accoglienza nei confronti di migranti extracomunitari si è conclusa con l’applicazione di due misure cautelari degli arresti domiciliari e due misure di interdizione da incarichi societari all’interno di strutture di accoglienza di migranti. Nella mattina di oggi 30 agosto, i provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Signa e dalle Fiamme Gialle del comando provinciale di Firenze. Le ordinanze sono state emesse dal Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica.

 

Stando alle indagini, i bandi di gara prevedevano, in capo ai vincitori, la sistemazione logistica dei migranti nonché la fornitura di numerosi servizi a loro favore (quali la mediazione linguistica, lavanderia, barberia, consegna pocket money, tessere telefoniche, assistenza sanitaria). Le attività ispettive condotte dal 2014 dalla stazione carabinieri di Lastra a Signa anche attraverso testimonianze acquisite direttamente dai fruitori dell’accoglienza, hanno fatto emergere una non corretta erogazione dei servizi previsti nonché la constatazione delle pessime condizioni igienico sanitarie in cui versavano i locali. Inoltre, veniva accertata la presenza di ‘ospiti’ in sovrannumero rispetto alla capienza massima prevista dalle singole strutture. Successivamente, le indagini tecniche e l’esame della documentazione e dei supporti informatici sequestrati durante talune perquisizioni eseguite, a cui si sono aggiunti – a partire dal 2017 – mirati approfondimenti economico-finanziari dei militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Firenze, hanno permesso di rilevare molteplici irregolarità di natura penale e fiscale a carico delle cooperative appaltatrici, sostanziatesi – tra l’altro – in un’incompleta giustificazione dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi (a fronte delle somme elargite dalla Prefettura di Firenze), la mancata documentazione dei costi per il personale impiegato nell’attività, la mancata erogazione dei pocket money nei confronti di almeno 300 migranti per l’impossibilità di identificazione, l’omessa fornitura della ricarica telefonica di 15 euro per ogni soggetto ospitato, la contestuale registrazione di alcuni migranti presso diversi centri di accoglienza dislocati in varie località. Sulla base di questo sono state emesse le misure per la violazione del delitto di Frode nelle pubbliche forniture. Durante le attività di servizio sono state eseguite anche perquisizioni domiciliari, per l’individuazione di ulteriori elementi probatori di rilevante interesse sotto il profilo tributario.

 

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