Incendio Monte Serra, fermato volontario Aib, è in carcere

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Oggi durante l’interrogatorio del pubblico ministero Flavia Alemi si è dichiarato innocente, ha ammesso di trovarsi sul monte Serra, sopra Calci la sera del 24 settembre scorso, quando spirava un forte vento, ma ha anche precisato di non avere niente a che fare con il rogo divampato proprio quella notte e che per giorni tenne tutta la Toscana con il fiato sospeso, oltre a causare ingenti danni alla zona boschiva e alle cose.

I carabinieri del nucleo investigativo di Pisa che hanno condotto le indagini però a sua carico hanno raccolto vari indizi che lo inchioderebbero al ruolo di piromane in questa vicenda e lo vedrebbero come colui che fattivamente accese l’incendio da cui poi scaturi il terribile rogo. Secondo alcune indiscrezioni trapelate dagli inquirenti il volontario avrebbe acceso il fuoco per poi attivare i soccorsi, ma a causa del vento la situazione gli sarebbe sfuggita di mano.  Al momento dopo l’interrogatorio in carcere, durato oltre 3 ore il pm ha confermato lo stato di fermo che ora dovrà essere convalidato dal gip forse già nella giornata di domani. Giacomo Franceschi 37 anni, residente a Calci volontario dell’antincendio boschivo di zona, quindi stanotte dormirà alla casa circondariale Don Bosco di Pisa. Al momento i carabinieri mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda, ma sarebbe emerso che gli indizi a carico di Franceschi sono stati raccolti attraverso acquisizione di sommarie informazioni tra i volontari dell’associazione antincendio e in paese a Calci tra i residenti. Vi sarebbero poi delle intercettazioni telefoniche in cui sarebbero emersi elementi a carico dell’uomo. Franceschi avrebbe spiegato al pubblico ministero durante l’interrogatorio che lui la sera del 24 settembre si trovava sul Serra proprio per verificare la possibilità di alberi e rami pericolanti a causa del forte vento e di non avere nessuna responsabilità nel rogo. Ad assistere il 37enne durante l’interrogatorio vi era il suo avvocato  Sandro Orrù.
Nel rogo, merita ricordarlo, andarono distrutti oltre 1500 ettari di bosco. Le fiamme interessarono vari centri abitati che vennero evacuati, nel comune di Calci e Vicopisano. Oltre a causare anche la paralisi del traffico aereo sull’aeroporto di Pisa. Il rogo andò avanti per giorni sospinto dal vento.

 

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