A scuola di integrazione, per la Lega: “Corsi a senso unico”

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“Attendiamo che la scuola di San Miniato organizzi la seconda fase della integrazione, per evitare che anche in Italia accada ciò che è successo in Francia e in altri Paesi nord europei nei quali nonostante tante belle parole l’integrazione non si è realizzata, con le stragi e le rivolte delle periferie che sono sotto gli occhi di tutti. Attendiamo che questi corsi di integrazione siano organizzati dalla scuola o dalle Istituzioni in luoghi di pubblica proprietà”. Lo dice la Lega San Miniato precisando che “Da alcuni anni gli alunni delle scuole medie inferiori di San Miniato seguono corsi di integrazione tra italiani ed extracomunitari.

Attività che si svolgono nei locali di una azienda cooperativa. Per gli studenti si ricostruisce, con le varie complicazioni del caso, il percorso di accoglienza e inserimento che si trova ad affrontare chi arriva in Italia proveniente da un paese non comunitario. L’intenzione è condivisibile, ma il processo di integrazione rivolto ai ragazzi italiani si deve arricchire di una seconda fase, quella nella quale agli studenti di San Miniato e in particolare agli studenti stranieri, devono essere evidenziati gli elementi basilari della convivenza civile che sono a base della comunità italiana. Nella seconda fase del corso di integrazione dovranno essere sottolineati valori come la parità dei diritti dell’uomo e della donna la quale non può e non deve essere considerata un essere inferiore o impuro che non ha neppure il diritto di accedere liberamente allo stadio di calcio, il diritto dei figli a non essere trattati come una semplice e inerme appendice dei genitori, il principio del rispetto e della riconoscenza per chi con sacrificio ospita in casa propria persone che chiedono di essere aiutate, la condanna della barbara pratica della infibulazione, il principio della proporzione fra reato e punizione, il valore del rispetto delle religioni altrui, la democrazia, il distinguo fra stato e religione”.

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