Spinelli: “Lineapelle è stanca. Portiamola in Toscana”

“È arrivato il momento di ripensare il ruolo della conceria Toscana e del distretto Santa Croce all’interno di LineaPelle. Ho l’impressione che questa fiera milanese non rappresenti più una vetrina al passo coi tempi per i nostri produttori e per i clienti”. È un giudizio molto netto quello espresso oggi 22 febbraio dal sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli durante la visita al salone LineaPelle.

“Ho incontrato molti imprenditori e molti operatori di mercato – ha aggiunto – e l’impressione che ho ricavato è quella di una kermesse che ultimamente si sta ripetendo in maniera un po’ stanca senza quella carica innovativa indispensabile per valorizzare l’alta qualità e l’artigianalità dei nostri prodotti e la dinamicità del nostro tessuto produttivo. Servono nuove modalità per mostrare al mondo il meglio della produzione del Comprensorio del Cuoio. Milano è una realtà internazionale che però non riesce a trasmettere la storia e il fascino delle nostre eccellenze. Su 564 aziende che espongono a LineaPelle 250 arrivano dalla Toscana, dove ci sono anche 250 contoterzisti, 6mila lavoratori e 2,4 miliardi annui di fatturato. Credo che questo primato debba avere un peso maggiore quando si tratta di fare delle scelte. Il cuore del made in Italy, per quanto riguarda la conceria e la pelletteria, è nella nostra regione, tenendo di conto anche delle eccellenze tecnologiche nell’ambito della depurazione delle acque. Occorre portare le esposizioni in Toscana per essere vicini alle produzioni, ci vorrebbe una sorta di fiera a chilometro 0 in alternativa all’attuale salone che, numeri alla mano, è sempre più asfittico. Su questo occorre avviare una riflessione”.
Un’idea non del tutto nuova. Un simile suggerimento, proprio in esclusiva dalle pagine de IlCuoioinDiretta.it, lo aveva lanciato Salvatore Mercogliano, ex amministratore delegato di Lineapelle ed ex direttore Unic (Mire francesi su Lineapelle, appello ai toscani: ‘Salvatela’).

 

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