“Il gioco che mi piace” è in tre mosse, contro la dipendenza

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Il 7 maggio prenderà il via un corso di formazione gratuito per nuovi volontari per sportelli di ascolto coordinati dal Sert. In un piano di interventi contro il gioco d’azzard che si sviluppa in tre fasi, come spiega Paolo Sordi. Il progetto per combattere il gioco d’azzardo (Gioco d’azzardo, 3 al giorno chiedono aiuto) che la fondazione I care ha presentato alla Regione Toscana.

Solo nel comune di Fucecchio si spendono circa 40 milioni di euro all’anno per il gioco d’azzardo, con una perdita di 9 milioni per i giocatori. Il dato più rilevante è quello dei videogiochi – quelli che ricadono sotto al sigla Awp (Amusement with prizes) e possono essere installati in molti esercizi commerciali, non necessariamente sale giochi – che registrano 20 milioni di euro di giocate. Una media che supera i 1700 euro pro capite tra gli abitanti del comune. Questi sono i dati di un solo comune, ma se sommassimo quelli di tutto il comprensorio la somma sarebbe davvero esponenziale.  “Libera ha costituito il presidio Genovese Pagliuca a Torre Giulia dove fa anche contrasto al gioco d’azzardo – spiega Paolo  Sordi – Come partner ci sono i comuni del comprensorio. Il progetto nasce dalla consapevolezza che il nostro territorio è già attivo nel contrasto al gioco d’azzardo però non c’è omogeneità. Abbiamo don Armando Zappolini e Filippo Torrigiani che faranno una campagna informativa nelle scuole”. Poi ci sarà un sistema di premialità per chi decide di non mettere le macchinette nella propria attività commerciale. “Una macchinetta – spiega – frutta circa 500 euro al mese in un circolo. Il gioco che mi piace, così si chiama la campagna, può sostituire le slot con un torneo di scacchi o altro”. Poi c’è la terapia, per chi del gioco è già vittima: “Collaborazione con il Sert un programma di formazione per volontari”. Dunque la prima fase corrisponde a una campagna pubblicitaria che sottolinei i problemi del gioco d’azzardo, la seconda riguarda un meccanismo premiale per gli esercizi che decideranno di affiggere nel locale un ‘logo no slot’. Un incentivo che vada a sostituire il guadagno economico che ricaverebbero dalle macchine del gioco. Infine, e questo è il punto, l’apertura di nuovi sportelli di ascolto nel comprensorio del cuoio, coordinati dal Sert di Empoli. Il 7 maggio alle 21, nei locali della fondazione I Care sarà presentato il corso per formare nuovi volontari, completamente gratuito. Il corso di 15 ore è suddiviso in 5 incontri e potranno accedere un massimo di 24 persone. Per iscriversi occorre scrivere a info@fondazioneicare.it. “In Toscana – spiega Fabio Gozzi della fondazione I Care – l’assessore Saccardi parlava dell’1 per cento della popolazione, cioè 3 milioni di persone, affette da ludopatia. Ma questi sono i dati ufficiali, ce ne sono molti altri”. Da precisare che i dati nel comprensorio del cuoio e nel comune di Fucecchio riguardano solo il gioco alle slot e non quello online. Come hanno spiegato Chiara Bonciolini, Antonella Gorgerino e Carla Zocchi, assessori di Castelfranco, Fucecchio e Santa Croce, le amministrazioni si impegneranno a portare ad un livello omogeneo in tutti i comuni il contrasto al gioco d’azzardo. E, ovviamente, l’adeguamento deve avvenire sulla base del comune con i numeri migliori. 
 

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