Giro d’Italia, Diritti in Comune: “I numeri sono altri”

“Un sindaco che prende in giro le persone” e “un governo del territorio che non ha una strategia di alcun tipo”. Sono questi i due problemi di Fucecchio secondo Diritti in Comune, emersi sul costo del Giro d’Italia. 

 

“Da una parte – spiega Diritti in Comune – abbiamo un sindaco che prende in giro le persone, perché manipola le cifre senza alcun tipo di rispetto per l’intelligenza dei suoi cittadini. In pratica, fatti salvi i 12mila euro di ‘fondi privati’, il Giro d’Italia costerebbe 246.400 di soldi pubblici. Di cui almeno 32.500 usciranno dalle casse del comune di Fucecchio. Almeno 4 volte la cifra comunicata dal sindaco (Aspettando il Giro d’Italia, Spinelli: “Solo 8mila euro”). Senza contare le spese aggiunte che saranno fatte per il Giro d’Italia e che non rimarranno, cioè i costi di organizzazione e vigilanza che non si possono ignorare.
Dall’altra parte abbiamo un governo del territorio che non ha una strategia di alcun tipo. Abbiamo un sindaco che parla dei costi senza parlare dei benefici: quali sono i vantaggi per la città? Nessuno lo sa. Nessuno lo dice. ‘Un grande momento di promozione’, ma di cosa? Davvero pensiamo che basti dire la parola ‘Fucecchio’ alla televisione per rendere più appetibile il territorio? Siamo a questi livelli?
Durante l’incontro alla fondazione I Care con i commercianti e con le attività ricettive abbiamo provato a far capire che Fucecchio ha bisogno di una strategia e non di interventi ‘spot’: Fucecchio ha bisogno di un’idea di città condivisa e da portare avanti, che ad oggi non c’è. Oggi ‘dividiamo’ le risorse disponibili in tanti piccoli eventi fini a se stessi, senza fare investimenti strutturati per creare le fondamenta di una casa che le generazioni future potranno godere. Questo prescinde dai costi del Giro d’Italia. Come Diritti in Comune non contestiamo i costi in sé, che potevano anche essere maggiori ma dovevano essere inclusi in una strategia di promozione del territorio ben definita e già in fase avanzata. Altrimenti, che siano tanti o che siano pochi, sono soldi buttati via.
Il problema vero è che questa, come tutte le altre, è una iniziativa che nasce e muore nel giro di un giorno, senza incidere davvero sulla promozione territoriale della nostra città, perché non fa parte di un disegno strategico di lungo respiro che ne favorisca lo sviluppo per 365 giorni l’anno.
E questo vale per il turismo, per il commercio, ma anche per i servizi al cittadino. Per tutto. Per questo parliamo sempre di ‘solitudine’, perché il nostro Comune ci sta lasciando soli. Ci sta lasciando soli con i nostri problemi, problemi economici, problemi sociali, problemi sanitari… perché non ha idea di come risolverli.
È un problema di metodo di governo della nostra città che, in tutti i settori, prescinde dall’analisi critica della realtà e da interventi coerenti con una visione del futuro e tende invece a interventi tesi soddisfare bisogni immediati, temporanei e più o meno indotti e privi di uno sviluppo che migliori la situazione economica e la qualità della vita della nostra comunità.

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