Fede, diavoli ed esorcismi: preti e scienza a confronto foto

di Giuseppe Zagaria
“Io il demonio lo vedo nei mafiosi, negli uomini che picchiano le mogli, quello è un demonio. Il demonio è nella chiesa che ha coperto gli abusi. Il demonio è nello Ior: con papa Francesco hanno chiuso 30mila conti correnti. Le nostre bombe fatte in Italia e benedette dai cappellani militari che vanno a distruggere lo Yemen sono il demonio. Il demonio è nella cultura del razzismo e su questo piano siamo tutti esorcisti”. Così don Armando Zappolini, riporta ad un livello di ‘uso quotidiano’ quella che era una riflessione teologica sull’esistenza del maligno e sul magistero dell’esorcismo. Ieri sera, mercoledì 12 giugno, ne hanno parlato insieme a don Armando, don Andrea Pio Cristiani, don Fabrizio di Marti e la psichiatra Cristina Ceccarini.

La questione è delicata e poche volte è stata affrontata seriamente. Tuttavia, la difficoltà di un simile tema risiede non tanto nella sua delicatezza, quanto nella disinformazione e nelle false credenze che vi aleggiano intorno. Ai tempi d’oggi le chiameremmo fake news, che però vengono da lontano. L’intervento di don Armando, in un certo senso, aveva proprio l’intento di scardinare quell’interpretazione folkloristica popolare che prevale nel comun sentire quando si parla di esorcismi, affrontando con razionalità il tema e le sue ricadute sociali. “Ci vuole prudenza – continua don Armando -, i casi veri ci sono, ma c’è una religiosità pagana che produce una percezione distorta. Non voglio banalizzare cose serie, ma dobbiamo capire dov’è veramente il demonio. Che il demonio esiste ed è personale è vero, ma bisogna saperlo riconoscere”.
L’intento della serata stessa era, in prima battuta, quello di contribuire ad una maggior conoscenza dell’esorcismo: un magistero al servizio delle diocesi e dei fedeli, se scevro del retaggio medievalista. Come prima cosa, è bene sottolineare che i preti esorcisti sono esclusivamente quelli autorizzati dal vescovo della propria diocesi. Inoltre, ancora troppe persone confondono il magistero dell’esorcismo con qualche forma di rito praticato da sedicenti maghi o sensitivi, affidandosi così alle mani di impostori.
Ad introdurre la serata è stato don Andrea Pio Cristiani, di Fucecchio, che ha spiegato come la questione da dirimere fosse se il male è reale oppure più astrattamente una mera metafora. La prima, in genere, è la posizione dei sacerdoti, la seconda di alcuni teologi e studiosi delle sacre scritture. “Intanto, la credenza del demonio e la pratica dell’esorcismo non sono tipicamente cristiane, esistono in tutte le religioni – inizia don Andrea -. Il male è in aumento nel mondo: il male ha un’inclinazione che lo rende addirittura affascinante agli occhi dell’uomo. È talmente radicato nella mente umana il fatto che possano esserci esseri malefici che si parla di città infestate dal demonio. Eppure, alcuni studiosi dimostrano che nell’antico testamento non si parla poi così tanto di Satana. Nel libro di Giobbe ha solo il compito di mettere alla prova la fede in Dio, sembra quasi un mandante della corte celeste più che uno disceso dagli inferi. Il rischio della nostra chiesa – continua don Andrea – è quello di asserire un dualismo tra una divinità del bene e una del male. Come se ci fosse un bipolarismo cosmico e non un unico principio, che è quello del bene”.
Una lettura più moderna e contemporanea, rispetto a quanto comunemente si crede, quella di don Cristiani, che se da un lato sgombera il campo dai dualismi Tomistici, allo stesso modo coglie come punto focale del ragionamento il Bene e la ricerca di esso a prescindere dall’esistenza del Male, senza di fatto relegare quest’ultimo e la sua esistenza all’assenza di Bene. Un modo elegante ed estremamente moderno di sottrarsi alla dicotomia mediavale, forse figlia di una rivisitazione del sistema platonico. Ma sopratutto un modo di affrontare il tema del Diavolo e del Male così come della Fede e del Bene molto umano e capace i cogliere nella flessibilità del ragionamento, le varie sfaccettature dell’indole umana nella sua complessità. In questo la posizione illustrata da don Andrea nella serata, senza entrare in urto con l’ortodossia di Roma sembra declina il messaggio di amore verso l’umanità, lo stesso propugnato e ribadito da papa Francesco, così come la posizione di don Armando libera l’idea del Male e del demonio dai simbolismi della tradizione popolare e della dottrina medievale, dando una corporeità al concetto di Male, un modo efficace, per una società che sta perdendo la capacità astrattiva, di riportare nel discorso un concetto che di per se è quasi esclusivamente astratto.
A fare da contraltare ai tre sacerdoti c’era Cristina Ceccarini. Ceccarini era la voce della medicina che nel più ampio dibattito tra religione e scienza cerca di ricondurre tutti i fenomeni ad una spiegazione razionale. La psichiatra ha fornito un dato interessante: “Il 98 per cento dei presunti posseduti – ha spiegato Ceccarini – ha una diagnosi di qualche disturbo psichico. Ci sono poi persone che mostrano dei deliri strutturati che lasciano degli interrogativi. Su questi casi c’è collaborazione tra psichiatri e sacerdoti”. Il due per cento dei casi di presunti posseduti, quindi, rimane nell’incognita e non riceve una diagnosi. Proprio questa esigua minoranza è ciò che attira di più l’attenzione. In questi casi, come hanno spiegato i relatori la collaborazione tra preti esorcisti può essere proficua. Non di rado chi viene sottoposto ad esorcismo, dopo ha un senso di spossatezza tale da aver bisogno dell’aiuto di professionisti. 
“Il demonio è una realtà – ha detto convintamente don Fabrizio, membro dell’associazione internazionale esorcisti – anche nell’antico testamento è molto presente, è citato 431 volte. Dobbiamo però ricordarci che Cristo è risorto e lo ha vinto. La problematica negazionista nasce dal mondo protestante, ma il catechismo della chiesa cattolica ha un magistero chiaro su questo argomento”.

 

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