Topi d’appartamento con le mani d’oro, una ai Domiciliari

Uno, 34 anni, è stato raggiunto dal provvedimento mentre era già in carcere. L’altra, una donna di 45 anni, si trova agli arresti domiciliari a Monsummano Terme. Ma sarebbero almeno altri 4 i componenti di una banda specializzata nei furti in casa, capace di aprire senza far rumore persino i portoni blindati. Un colpo almeno in un supermercato, inoltre, sarebbe ascrivibile agli uomini originari della Georgia e finiti nel mirino dei carabinieri della compagnia di San Miniato.

Dalle prime ore del mattino di oggi 16 luglio i carabinieri della compagnia di San Miniato hanno infatti, eseguito le 2 ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal Gip del tribunale di Pisa. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Pisa e dalla Pm Miriam Pamela Romano, hanno accertato che i 6 hanno fatto, tra dicembre 2017 e  il 2018, almeno 10 furti in abitazioni e uno in un supermercato nelle provincie di Pisa, Firenze e Pistoia. Nel bottino ci sono denaro contante, oggetti preziosi, orologi, monete antiche, cappelli da collezione in serie limitata, posate d’argento, una penna di un noto marchio e persino un salvadanaio con circa 50 euro, oltre ad alcolici e superalcolici. I 6, secondo le indagini partite da un primo colpo messo a segno a Santa Croce sull’Arno lo scorso dicembre, vivevano tra il comprensorio del Cuoio e la Valdinievole. 
L’operazione del Norm dei carabinieri di San Miniato rientra in una più ampia attività investigativa chiamata Kai Kai. Secondo le indagini, i furti avvenivano sempre con lo stesso modus operandi: approfittando dell’assenza dei proprietari, forzando una porta o una finestra oppure, quando possibile, aprendo porte blindate con una “chiave bulgara”. Uno dei due arrestati, poi, si occupava particolarmente di piazzare la merce sul mercato: per lui c’è anche la ricettazione tra i reati contestati. 
I due raggiunti dalle misure restrittive sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria uno nella Casa Circondariale di Firenze Sollicciano (in cui era già detenuto per altra causa) e l’altra nella propria abitazione agli arresti domiciliari. Le indagini, però, sono ancora in corso. Probabilmente i militari vorranno capire se la stessa mano è evidente in altri colpi avvenuti in zona negli stessi periodi e anche se ci sono altri soggetti coinvolti in almeno uno di questi. 

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