Città da 100mila abitanti, Pieroni: “Territorio ragiona già come unitario” foto

Ci sono 60mila euro per finanziare il piano operativo (il vecchio regolamento urbanistico) che fisserà regole comuni per Castelfranco di Sotto e Santa Croce sull’Arno e altri 100mila per le valutazioni di rischio idraulico che al territorio dei 4 Comuni del comprensorio del Cuoio aggiunge anche Pontedera e Santa Maria a Monte. “Un segno – per il consigliere regionale Andrea Pieroni – che quando questo territorio si rimbocca le maniche e lavora insieme, i risultati arrivano”.

Si siedono in maniera casuale davanti al pubblico intervenuto alla Festa dell’Unità di San Miniato Basso per parlare della città dai 100mila abitanti. Nella casualità, però, Toti e Deidda sono sulla “sponda nord” e Giglioli e Capecchi sud, con Pieroni al centro. Una vicinanza che è in qualche modo abitudine a fare le cose insieme, perché al di là dei confini geografici, questo territorio è abituato a fare le cose insieme. “Questo territorio ragiona da decenni insieme – spiega Pieroni -. Ricordo la programmazione intercomunale degli anni Ottanta. E anche negli anni in cui sono stato presidente in Provincia sono stati fatti ben 3 ponti sull’Arno: le infrastrutture sono l’interconnessione di un territorio che ragiona come fosse unico. Se questa fosse una città da 100mila abitanti, sarebbe la quarta di Toscana”. Lavorare insieme per perseguire obiettivi di area era l’impegno che i 4 sindaci si erano presi con Leu in campagna elettorale. “E anche – aggiunge Deidda – un punto che è presente in tutti e 4 i nostri programmi elettorali, segno che è una cosa necessaria e alla quale teniamo tutti”. Perché, spiega Giglioli, “I cittadini sono più pronti di quanto pensiamo: si muovono ogni giorno per lavoro e usano i servizi nel comune in cui lavorano o in quello in cui vivono o in quello in cui vivono i genitori a seconda di come gli è più comodo. Anche nella Asl, inoltre, le persone si muovono e lo fanno da sempre, dimenticandosi quasi dei confini amministrativi e andando dove preferiscono e dove hanno bisogno”. “Per i cittadini – sottolinea Capecchi – è importante che servizi e infrastrutture ci siano e siano vicini, poco importa in quale comune”.
“È una decisione – a detta di Gabriele Toti – che serve per mostrare quante occasioni ci sono in ogni nostro territorio”. Poi aggiunge sul suo comune: “Io credo che la politica abbia il compito di fare delle scelte e poi spiegarle: Castelfranco è già parte dell’Unione dei Comuni con 4 ospedali di riferimento e una serie di servizi trasversali a disposizione. Qui, si tratta di avere una visione più ampia e di lavorare insieme”.
“È un’opportunità offerta a chi sta insieme – secondo Giulia Deidda – e quindi dobbiamo essere pronti a farlo”. Deidda spiega quali saranno gli step successivi: “Da settembre – ha detto – si creerà un tavolo di indirizzo permanente per il Comprensorio. Condivideremo indirizzi comuni per il piano operativo che inizia da novembre. I piani restano comunali – precisa –, ma partono da uno studio comune quindi dalle stesse regole”.
“Tra le cose messe insieme – ha ricordato Giovanni Capecchi – ci sono anche le farmacie comunali, grazie a FarmaRete”, il network delle società che gestisce le farmacie comunali dei quattro comuni e di Fucecchio.
Rispetto al recente “successo”, “Il rischio idraulico legato all’Arno e ai suoi affluenti – ha detto Andrea Pieroni – è un tema serio da prendere in considerazione per la sicurezza dei cittadini ma anche per attrarre investimenti. Il territorio è sensibile e quindi da proteggere e tutelare con la programmazione. È stato presentato il progetto di studio idraulico insieme ai comuni di Santa Maria a Monte e Pontedera e per adesso è secondo nella graduatoria provvisoria”.

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