Riapertura della Bientinese ai tir, enti divisi

Una questione annosa, quella del collegamento tra la Valdera, il comprensorio del Cuoio e la Piana di Lucca per i mezzi pesanti, i Tir. In altre parole, una questione che si sintetizza osservando la mancanza infrastrutturale di un collegamento tra i due assi principali della Toscana centro settentrionale: la FiPiLi e L’A11. E ora, con l’aperta dei primi cantieri in FiPiLi per l’ammodernamento della strada, il problema torna a essere presente a tutti coloro che spostano merci su gomma e torna subito d’attualità il tema della via provinciale Bientinese, il collegamento diretto tra Altopascio, dove c’è casello autostradale dell’A11 e l’area del Valdarno pisano e Pontedera, dove si trovano gli svincoli FiPiLi di Ponte a Egola Santa Croce, Montopoli e Pontedera (Lavori in FiPiLi, Cna chiede “Mezzi pesanti sulla Bientinese e per il Cuoio”).

Al momento infatti per un autotrasportatore che deve andare a Firenze, che poi è lo snodo Toscano per l’A1, dal Comprensorio e dalla Valdera, le alternative sono due: o passa dalla FiPiLi con i problemi causati dai lavori a Montelupo e che in futuro si ripresenteranno anche su gli altri cantieri che verranno aperti e messi in programma dalla regione Toscana, oppure percorrere tutta la strada di grande comunicazione fino a Pisa e, lì immettersi in A11, per poi ritornare verso Firenze triplicando praticamente i chilometri di percorrenza, quando il casello di Altopascio sarebbe a meno di 20 chilometri.
Unica strada di collegamento intermedio formalmente percorribile per i Tir tra Pontedera e la Piana di Lucca è la Sarzanese Valdera, la strada regionale 439 che però è transitabile con forti limitazioni, causate dalla natura tortuosa del tracciato, dai mezzi pesanti.
Una situazione che evidenza una criticità grossa per un pezzo di Toscana altamente produttivo e di cui i primi a farne le spese sono gli autotrasportatori che avrebbero necessità di un collegamento diretto tra il Valdarno e l’autostrada Firenze Mare. La questione della via Bientinese per la provincia di Pisa, la strada provinciale 3 quindi, è tornata immediatamente di attualità. Una strada, questa, che taglia il padule di Bientina, collegando in modo diretto Altopascio con Bientina, snodo facilmente raggiungibile da tutto il Comprensorio e dalla Valdera. Lo stesso assessore regionale Vincenzo Ceccarelli avrebbe preso in considerazione la riapertura della Bientinese ai Tir che alcuni anni fa fu chiusa al traffico pesante per le sue condizioni soprattutto nel tratto tra Orentano e Altopascio e proprio per questo la Regione avrebbe già stanziato 200mila euro per intervenire sulle criticità più evidenti della strada, soldi che però potrebbero non essere sufficienti. La riapertura, quindi, sembra essere ostacolata dalla condizione del manto stradale e in generale dall’assetto della strada che poggia su un letto di ‘torba di Padule’, come dicono da anni i tecnici. In pratica, si rischierebbe di andare a riaprire una strada senza che sia minimamente stato risolto il problema che l’aveva portata all’interdizione per i mezzi pesanti.
La storia della strada provinciale 3 la conosce bene Andrea Pieroni, ex presidente della provincia di Pisa oggi consigliere regionale del Pd che spiega: “Questa situazione ha evidenziato la carenza infrastrutturale della Toscana di un collegamento tra le due principali strade della zona centro settentrionale della regione, ovvero un collegamento diretto tra la FiPiLi e l’A11. La Bientinese sarebbe il collegamento naturale ma non sono più sufficienti interventi ordinari: serve un ripensamento di quella viabilità. Bisogna ripartire dal protocollo di intesa sottoscritto circa 8 anni fa, nel 2011, tra provincia di Lucca, provincia di Pisa e Regione. L’esigenza di intervenire in modo strutturale sulla Bientinese quindi non può essere trascurata e la questione probabilmente è da trattare in una dimensione nuova e di altro livello, ripartendo degli intenti che anni fa provincia di Pisa, Lucca e Regione avevano posto per uno studio di fattibilità di un nuovo tracciato che risolva definitivamente le criticità dall’attuale strada. La bientinese così come la conosciamo, è una strada arginale che poggia su un terreno fragile e di natura alluvionale, che ha grossi problemi di stabilità, fino ad ora si è asfaltata per sanare i cedimenti del manto stradale, ma poi dopo sei mesi siamo di nuovo nelle stesse situazioni. Anzi, come per anni mi hanno detto i tecnici quando ero presidente della provincia di Pisa, più asfalto si mette e più le cose peggiorano perché si appesantisce la struttura. Con il protocollo di intesa siglato anni fa si era provato a ripensare e potenziare le viabilità della zona di Bientina, Buti, Vicopisano ed erano stati inseriti interventi anche per il collegamento tra Altopascio e Bientina. Addirittura si era pensato allo studio di un nuovo tracciato. Credo che per valutare la problematica anche in un ambito che vada oltre la provincia si debba ripartire da lì”.
Il primo ad intervenire ufficialmente sulla questione a livello locale è il sindaco di Castelfranco di Sotto invece che conosce bene la situazione della Bientinese: per i tre quarti la strada scorre nel suo comune. Gabriele Toti facendosi anche interprete dei problemi quotidiani di autotrasportatori e cittadini spiega: “Sono 13 chilometri di strada, utilissima, quasi indispensabile ormai, ma che in passato ha causato vari problemi e che oggi prima di essere riaperta ha bisogno di essere rivalutata nella sua interezza per le varie criticità che presenta. Mi fa piacere che si ripensi alla riapertura della Bientinese, questione che in anni non sospetti ho sollevato più volte, ma nelle condizioni attuali sarebbe quanto meno poco sicuro. Il manto stradale tra l’incrocio di Orentano e Altopascio è completamente deformato, è difficoltoso da percorrere anche con un’automobile, figuriamoci con un tir. Quella è una strada di Padule che poggia su terreni alluvionali e quindi instabili. A lato della strada infatti si trova la zona da dove a inizio ‘900 a Orentano estraevano la Torba. La necessità di avere un collegamento tra FiPiLi e A11 in particolare tra Bientina e Altopascio per i mezzi pesanti, in questa zona di Toscana è bene presente a tutti ed è giusto che se ne parli, ben venga quindi la riapertura della Bientinese, ma se a monte c’è un’ipotesi progettuale per risistemare questa strada altrimenti si rischia di peggiorare la situazione immettendo traffico pesate su una strada che strutturalmente in senso propriamente fisico, non lo può reggere”.

Gabriele Mori

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