Una mappa del tartufo nella mozione giallorossa

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Un progetto di mappatura delle aree tartufigene, che coordini e armonizzi i dati provenienti dalle zone geografiche di provenienza. Lo dovrà predisporre la giunta regionale della Toscana “ai fini della tutela, valorizzazione, tutela e promozione del tartufo in Toscana”. È quanto prevede una mozione presentata oggi 11 settembre in consiglio regionale da Irene Galletti (Movimento 5 stelle) e approvata dall’aula nel testo sostitutivo che accoglie emendamenti del consigliere Andrea Pieroni (Pd), sottoscritti dalla stessa consigliera Galletti. Una mozione, in pratica, che porta l’alleanza giallorossa sul piano regionale, ma su un tema che tra i più nazionali e tipici italiani. 

 

Nella mozione, inoltre, si chiede che la giunta dovrà riferire alla competente commissione del Consiglio sulle risorse necessarie e gli eventuali finanziamenti per tale attività. “La Toscana è una delle regioni a più alta vocazione tartufigena – ricorda Irene Galletti – e la legge regionale sulla raccolta 50/1995 ha previsto una gestione attenta per la tutela degli ecosistemi e ha consentito, a livello comunale e provinciale, la mappatura delle tartufaie naturali. Nasce ora una duplice esigenza: da un lato occorre tenere sotto controllo, con autorizzazione regionale, il diritto alla raccolta ‘riservata’ nelle tartufaie coltivate o controllate. Dall’altro garantire la libera ricerca e raccolta ai titolari di specifica abilitazione. A oggi la rilevazione della presenza di questo straordinario frutto della terra non è uniforme sul territorio. Esistono zone della nostra regione mappate e altre no, una carenza che non favorisce la necessaria tutela delle aree vocate, su cui si investe ancora troppo poco. Grazie all’approvazione della nostra proposta di realizzazione di una mappatura delle aree tartufigene potremo finalmente avere la percezione di quanto sia vasto il tesoro ospitato dai nostri boschi e adottare politiche promozionali ancora più incisive”. Galletti ricorda anche che “Sono circa 5mila, tra occasionali e professionisti, i raccoglitori di tartufi in possesso di regolare tesserino. La loro attività genera un giro d’affari notevole: nel 2018 grazie al rilascio delle autorizzazioni la Regione ha incassato 340mila euro, ma solo circa 100mila euro sono stati destinati all’attività di valorizzazione e tutela del tartufo per tramite delle associazioni toscane, un’azione contraria, peraltro, alla proposta di legge approvata pochi mesi fa proprio riguardo la promozione di questo frutto della terra”.
A suo parere il quadro conoscitivo solo parziale non garantisce una tutela completa, come invece avviene in Piemonte. La mappatura avrebbe una triplice finalità: informazioni a livello regionale sulle aree di effettiva produzione dei tartufi che crescono spontaneamente, corredo di un documento informativo che definisca le varie tipicità, banca dati sulle autorizzazioni alla raccolta ‘riservata’. Il lavoro di mappatura già svolto a livello provinciale, in questa prospettiva, può rappresentare a suo giudizio un buon punto di partenza, coinvolgendo le associazioni dei tartufai locali ed i singoli operatori del settore.
Il consigliere Pieroni, annunciando il voto favorevole, ha sottolineato che la mappatura è interesse anche del movimento degli appassionati alla raccolta dei tartufi, in crescita costante, stimato in oltre cinquemila persone, organizzati in nove associazioni, a loro volta aderenti al coordinamento Urat. “Il contributo di esperienze che le associazioni possono dare, in termini di conoscenza sul campo del territorio, è un apporto importante – dice Pieroni –. Auspico che nei prossimi provvedimenti finanziari possano essere stanziate quelle risorse che provengono dagli introiti del pagamento annuale dei tesserini”.

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