Il contributo dei Sanminiatelli a Montecastello, incontro sul Cardinale

E’ stato elemosiniere di papa Pio IX e camerlengo del Collegio cardinalizio al tempo di Pio X. Del cardinale di Montecastello e della sua famiglia si parlerà oggi 14 settembre nella frazione di Pontedera nell’iniziativa dal titolo Il contributo dei Sanminiatelli a Montecastello. 

Alessandro Sanminiatelli, cardinale di Montecastello, scelse proprio la piccola frazione di Pontedera, dove la famiglia vantava dei possedimenti fin dalla fine del Settecento, come buen retiro e vi morì settantenne nel 1910. L’appuntamento è alle 18 nella sala Santa Lucia, all’interno del palazzo che il cardinale lasciò alla parrocchia di Montecastello. Per illustrare il tema interverranno Luca Faldi, funzionario della Soprintendenza archivistica della Toscana, l’archivista Roberto Boldrini e Alessandro Ubiglia dell’associazione culturale “Calamo”, che ha organizzato l’incontro insieme al Gruppo “Tectiana”. Il cardinale, membro di una nobile famiglia pisana fedele ai granduchi Lorena e contraria all’unificazione della Toscana all’Italia, rinsaldò la speciale devozione dei fedeli di Montecastello per la Madonna del Conforto, la cui immagine fu portata nella pieve da un suo antenato. Oltre che un palazzo e alcuni poderi, lasciò alla parrocchia un gruppo di opere d’arte di notevole interesse, oggi per lo più conservate nel Museo diocesano di San Miniato.
“Ringraziamo – dicono il sindaco Matteo Franconi e l’assessore Mattia Belli -, la parrocchia di Santa Lucia di Montecastello, la diocesi di San Miniato, la Consulta di frazione e tutti i cittadini per la collaborazione a questa iniziativa. Il cardinale Sanminiatelli è una figura che ha fortemente segnato la storia della comunità montecastellese. Ricerche e conferenze come queste aiutano a riscoprire l’identità e l’anima delle nostre comunità. Un grazie anche a tutti gli studiosi e all’associazione Tectiana per aver raccolto questo invito della comunità e dell’amministrazione a portare avanti questa ricerca. E’ importante riscoprire le nostre radici e la nostra storia per capire meglio anche il futuro che ci attende”.

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