Tecnoambiente, la nuova vita degli scarti di conceria foto

“L’azienda punta molto anche a creare un cultura del riuso”. Per questo, spiega l’amministratore delegato di Tecnoambiente Roberto Parlanti, il sale utilizzato per la conservazione della pelle diventa prodotto antighiaggio e tutti gli imballaggi in plastica e ferro che hanno contenuto prodotti chimici tornano a nuova vita, fusi in oggetti di uso quotidiano o in arredo urbano e materiale per l’edilizia.

Tecnoambiente, società di smaltimento e recupero dei rifiuti industriali in piedi dal 2001, dal 2011 a oggi ha recuperato ingenti quantità di prodotto costituito da polietilene (plastica), da metallo (principalmente ferro e alluminio) e sale. “Gli imballaggi in plastica e metallo – spiega Parlanti – che in origine hanno contenuto prodotti chimici utilizzati dall’industria vengono sottoposti a un particolare trattamento. I pezzi vengono tutti attentamente visionati, poi inviati ad una prima fase di triturazione che li riduce a strisce di circa 15 centimetri quadrati per essere successivamente avviate al lavaggio profondo con particolari prodotti detergenti e sgrassanti, dopo che sono stati eliminate le parti non sempre recuperabili come tappi e manicotti. Quindi vengono separati per colore e passati alla asciugatura in ventilazione forzata. Infine c’è una ulteriore fase: con un magnete si va a togliere anche l’ultimo piccolo residuo metallico che può essere rimasto in modo da poter inviare il prodotto al recupero”. Il prodotto viene poi inviato ad aziende specializzare che lo trasformano in piccolissime pasticche, simili a lenticchie. In questa condizione sarà pronto per una nuova fusione e un nuovo utilizzo per scopi industriali e non alimentari: arredo rubano, utilizzo in campo edilizio o per la produzione di nuovi contenitori. Anche il materiale ferroso e non ferroso viene inviato al riuso. Ma tra le particolari lavorazioni di Tecnoambiente c’è il sale, che dopo uno specifico trattamento, viene oggi utilizzato come antighiaccio. “Quindi – aggiunge Parlanti – se vogliamo dare un dato complessivo, che ritengo assolutamente significativo, possiamo dire che il totale dei materiali derivanti da operazioni di recupero e costituiti da plastica, metallo e sale è di 13mila tonnellate con un trend in aumento consistente. Riteniamo molto importante questo aspetto, non a caso abbiano aderito ad un progetto, in collaborazione con il Comune di San Miniato, sostenendo la distribuzione ai ragazze delle scuole di borracce per l’acqua in alluminio, favorendo così una sensibile riduzione della plastica usa e getta. Educare le nuove generazioni in questa direzione è importante per capire il valore del riciclo per il futuro del nostro pianeta”. Tecnoambiente sarà tra le realtà toscane protagoniste della prossima edizione di Ecomondo a Rimini.

 

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