“Sarò maniaco di determine e delibere ma sull’archivio mi ha dato ragione”

“La conclusione, per quel che mi riguarda, è che questa Amministrazione non è in alcun modo all’altezza di amministrare Santa Croce sull’Arno”. Questa conclusione, il consigliere comunale di Per un’altra Santa Croce Enzo Oliveri, la trae alla fine del consiglio comunale dello scorso 27 novembre, dopo un lungo e acceso dibattito su diverse mozioni e interpellanze presentate dal gruppo di minoranza.

“Per sapere come viene amministrato il Comune – spiega Oliveri -, in qualità di consigliere comunale, devo andare a spulciare tutti gli atti amministrativi e questo mi è costato l’appellativo di ‘maniaco di determine e delibere’, appiccicatomi addosso dalla sindaca solo perché non le piace che io controlli l’operato del comune”. E’ lo stesso consigliere comunale a raccontare il dibattito sulle interpellanze. “Una relativa all’interdizione all’archivio comunale e l’altra relativa ai mezzi elettrici in dotazione al comune. Durante il dibattito sulla prima la sindaca ha dovuto capitolare dandomi pubblicamente ragione perché come consigliere avevo chiesto di poter parlare con il responsabile del servizio prevenzione e protezione per avere chiarimenti in merito all’archivio del comune che era stato sigillato allo scopo di effettuare accertamenti chimico fisici sulle polveri che si formavano dalle pareti. Avevo chiesto se vi era la remota possibilità che, indossando dispositivi di massima sicurezza, dipendenti dell’ufficio urbanistica potessero accedere all’archivio in modo da riuscire a evadere le richieste di numerosi cittadini che dovevano urgentemente vendere immobili di loro proprietà e scongiurare così di incorrere in inadempimenti contrattuali onerosi. Questa possibilità mi era stata negata, ma la legge prevede che un consigliere comunale ha tutto il diritto, nell’espletamento del suo mandato, di avere accesso a tutti gli atti che ritiene di dover esaminare e di avere tutte le informazioni necessarie. E’ evidente che sono stato, quindi, privato di un diritto inerente le prerogative politiche del mio ruolo. Inoltre, durante il dibattito è emerso che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza non ha ancora effettuato alcun corso di formazione e che lo stesso, durante tutto il periodo che l’archivio è stato chiuso per gli accertamenti, non è mai stato informato ed è stato escluso da ogni trattativa in corso. A distanza di 10 anni dalla conclusione dei lavori di riqualificazione del Comune, nel corso dei quali sono stati pure ristrutturati i locali al piano terra e sono stati spesi complessivamente ben 600.106 euro di soldi pubblici, è emblematico che l’archivio storico dell’anagrafe sia, ancora oggi, in un fondo di una ex conceria senza sapere a quale titolo questo fondo viene concesso al comune. Nella seconda interpellanza è risultato che il Comune è proprietario di un veicolo, due biciclette e una minispazzatrice elettrici. Il primo è stato acquistato nel 2013 quindi 6 anni fa al prezzo di 22.760 euro, ha percorso circa 5mila chilometri (800 all’anno), ha subito riparazioni per oltre 5.600 euro e al momento è in riparazione in un’officina specializzata nella riparazione di veicoli elettrici mentre prima veniva sempre portato per ripararlo in un’officina per veicoli diesel. E’ stato più tempo fermo in un’officina che in circolazione. Le due biciclette, invece, furono acquistate per la Polizia Municipale al prezzo di 1.840 euro, poi sono state date una all’ufficio tecnico e l’altra alla mensa dell’Albero Azzurro. L’assessore Baldacci, alla domanda dove si trovano attualmente questi mezzi, ha dichiarato che sono nei depositi comunali. In realtà, una è ferma all’esterno della mensa e l’altra nel garage della Polizia Municipale. Le avete mai viste circolare? Non credo. Pertanto, se ancora funzionanti, sarebbe opportuno che venissero utilizzate oppure, prima di lasciarle marcire in un deposito, che venissero cedute a qualcuno che ne ha veramente bisogno. Per ultimo il Comune ha acquistato una minispazzatrice elettrica al prezzo di 35mila euro che doveva servire per pulire il centro storico. Che fine ha fatto? Anche questa non funziona ed è ferma in un fondo del cantiere comunale. Quindi di 4 mezzi elettrici non ne funziona uno e chissà se potranno essere riparati e messi nuovamente in circolazione visto che il tempo passa e, come tutti i dispositivi elettrici, sono soggetti ad obsolescenza. Tutto questo dimostra come vengono spesi male i soldi pubblici da parte dell’Amministrazione comunale che poi, magari, piange ogni volta lascrime da coccodrillo dicendo che non ci sono soldi sufficienti per fare opere che servono veramente alla collettività. La Sindaca si fa tanta pubblicità perché sul nostro territorio sono stati installati dall’Enel 10 punti per poter ricaricare i mezzi elettrici. Quanti di questi sono funzionanti? Solo due”.

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