Biogas a Santa Maria a Monte, Arpat: “Azienda disponibile a mitigare le maleodoranze” foto

Previsti entro dicembre una serie di incontri in Regione

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“L’azienda ha dato la sua disponibilità a prevedere ulteriori misure di mitigazione delle maleodoranze derivanti dall’impianto e, a valle di ciò, realizzare uno studio di impatto odorigeno“. Tanto che “In questo mese avranno luogo incontri con la Regione, per definire il percorso amministrativo più rapido, per dare attuazione alle indicazioni migliorative indicate da Arpat, anche in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale”. La notizia arriva dopo numerosi accertamenti di Arpat all’impianto di biogas a San Donato di Santa Maria a Monte su segnalazione per cattivi odori da parte di cittadini residenti nelle zone limitrofe.

In uno dei sopralluoghi è stata accertata la presenza di alcuni sacconi bianchi e di una vasca, contenenti sansa di olive. La vasca, ampia 850 metri quadrati e ricavata da una baia precedentemente adibita allo stoccaggio di insilato di mais, era stata realizzata inserendo ai lati della baia delle paratie in cemento collegate da bande in metallo. La vasca, stando a quanto accertato da Arpat, riempita per circa 2 metri di altezza con circa 1500 t di materiale, era completamente scoperta.

“La ditta aveva chiuso la baia a seguito di una campagna olivicola straordinaria, che aveva comportato ingressi di sansa di olive all’impianto imprevisti e superiori a quanto atteso rispetto agli anni precedenti. Tale stoccaggio, come dichiarato dalla Ditta, era provvisorio e la vasca poteva essere facilmente smontata una volta svuotata” quindi Arpat ha informato prontamente Regione Toscana, Comune di Santa Maria a Monte e Ausl della modifica impiantistica.

“La ditta ha provveduto alla svuotatura completa della vasca a marzo 2019. Ad aprile la Regione ha poi emanato un provvedimento di diffida, intimando la Prati Bioenergia di ripristinare lo stato dei luoghi entro 20 giorni dal ricevimento dell’atto. Per Arpat “l’introduzione, anche saltuaria, di tali sottoprodotti provenienti dall’industria delle olive costituisce una modifica sostanziale al ciclo produttivo dell’impianto e, quindi, si rende necessario aggiornare urgentemente l’autorizzazione, prevedendo misure mitigatrici all’insorgere dei cattivi odori”.

Nel corso dei sopralluoghi, Arpat è inoltre venuta a conoscenza di “una fuoriuscita di qualche metro cubo di digestato liquido avvenuta nel piazzale. Dato che il piazzale non era asfaltato, il risultato delle operazioni di drenaggio del contenuto sversato era stato parziale. Anche di questa vicenda è stata informata prontamente la Regione perché prescrivesse alla ditta di pavimentare quanto prima il piazzale, per evitare il ristagno degli eventuali sversamenti e delle acque meteoriche, che potevano determinare l’insorgere di fenomeni maleodoranti. La ditta ha provveduto ad asfaltare il piazzale nei mesi scorsi. Dall’inizio del 2019 all’Urp del Dipartimento di Pisa sono pervenuti 12 esposti e due note distinte del Comune di Pontedera, che allegava ulteriori segnalazioni di cittadini”.

Tenuto conto dei disagi e delle preoccupazioni dei cittadini residenti nella zona di San Donato, che hanno lamentato saltuariamente difficoltà di respirazione manifestando timori di carattere sanitario, il 14 novembre il Comune di Santa Maria a Monte aveva anche indetto un incontro pubblico a San Donato, con Arpat e Asl, per poter rispondere a dubbi e quesiti dei cittadini.

 

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