Troppe polveri sottili nell’aria, basta fuochi e meno riscaldamento

San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli in Val d'Arno hanno firmato le ordinanze

Cinque sforamenti consecutivi. Per ridurre le polveri sottili nell’aria, i quattro sindaci di San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli in Val d’Arno oltre a quella di Empoli e altri nell’Empolese Valdelsa, hanno firmato l’ordinanza con cui si vieta l’accensione di fuochi all’aperto e si invitano i cittadini a limitare l’utilizzo degli impianti di riscaldamento e delle automobili prediligendo i mezzi pubblici.

I cinque sforamenti consecutivi dei limiti di emissioni di Pm 10 sono state registrate dalla centralina di Santa Croce sull’Arno e la decisione di emettere ordinanze è stata presa anche in base alle previsione meteo dei prossimi giorni.

Questo è quanto prevede il Piano di Azione Comunale adottato dai Comuni dell’area di superamento comprensorio del Cuoio, in affiancamento alla Regione Toscana, che, oltre ad individuare azioni in termini preventivi in materia di inquinamento da polveri sottili, prevede anche le modalità di adozione di interventi contingibili come questa ordinanza.

Il Piano prevede che, nel caso in cui siano sette i superamenti consecutivi su 10 giorni (sia registrati, sia previsti rispetto alle condizioni meteo), nel periodo dal 1 novembre al 31 marzo, è obbligatorio emettere l’ordinanza.
I sindaci invitano inoltre i cittadini a seguire comportamenti virtuosi per ridurre le emissioni di Pm10 limitando l’utilizzo di legna in caminetti aperti o stufe tradizionali, a meno che questa non sia l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione e limitando l’utilizzo di mezzi privati di trasporto, privilegiando l’uso di quelli pubblici o di altri mezzi di trasporto a basso impatto ambientale (elettrici o a gas).

“C’è mal’aria in Toscana, ma non da ora – è la riflessione dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Toscana Maurizio Marchetti -. Già il rapporto 2019 di Legambiente sull’inquinamento atmosferico registrava sforamenti rispetto ai limiti di legge per ozono e pm10 a Lucca, Firenze, Grosseto, Pisa e Pistoia. E se le polveri sottili rendono i cieli opachi la responsabilità non è solo del meteo, ma anche e soprattutto di politiche regionali sulla qualità dell’aria insufficienti, tardive quanto a pianificazione e con eredità di incentivazioni che poi si sono rivelate mal mirate come quelle sull’utilizzo del pellet per il riscaldamento domestico. A ciò si aggiunge l’effetto avverso generato dalla mancanza di infrastrutture, con la carenza di un sistema alternativo alla gomma in particolare per quanto riguarda la movimentazione merci, e di un’offerta pubblica di trasporto per la mobilità individuale poco affidabile e attrattiva ma costosa che lascia utenti a piedi un giorno sì e l’altro pure. Sembrano mondi distanti, invece quando si parla di inquinamento tutto si tiene. E Pd e sinistra, in questi decenni di governo regionale, si sono trincerati dietro un ambientalismo di facciata e di maniera che poi nei fatti si è tradotto in inerzia. Si è investito poco e male.

Quanto di responsabilità regionale esista nel progressivo degradarsi della qualità dell’aria è testimoniato dalla diffusione del fenomeno che attualmente interessa molte città toscane e i loro hinterland. Il Piano regionale per la qualità dell’aria è arrivato solo di recente, a dimostrazione di come sia del tutto mancata la strategizzazione su una materia tanto delicata. Si è proceduto con erogazioni spot che nulla risolvono e nel frattempo si è sbagliata mira anche sulle politiche di incentivo con cui si è promossa ad esempio, per il riscaldamento residenziale, l’installazione di stufe a pellet le cui emissioni hanno poi in realtà prodotto danno ancor maggiore”.

Parte integrante delle emissioni lo fa il traffico. “Pd e sinistre -per Marchetti – tendono a comprimere la mobilità privata, ma non forniscono alternative valide di mobilità individuale. Idem per il ben più pesante traffico legato alla movimentazione delle merci. Questi di oggi, con ordinanze di blocco del traffico e divieti di abbruciamento, sono purtroppo i risultati. Il problema è ormai emergenziale per la salute pubblica. Lo stop al traffico, purtroppo, però, non risolve: forse sensibilizza, ma ha solo effetti tampone e anche lievi”.

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