Ugolino Grifoni, il convegno sul Gran Maestro d’Altopascio a San Miniato foto

Il sanminiatese braccio destro e tesoriere di Cosimo primo de' Medici

Una sala al completo, con posti occupati anche sugli spalti in alto per il convegno su Ugolino Grifoni. Questa sera, giovedì 30 gennaio, l’incontro a San Miniato nel palazzo da lui lasciato in eredità e a lui dedicato, Palazzo Grifoni, oggi sede della Fondazione cassa di risparmio San Miniato. Patrocinato dalla regione Toscana in collaborazione con San Miniato Promozione, al convegno hanno partecipato esperti o semplicemente appassionati.

Sanminiatese, Gran Maestro dello spedale di San Jacopo d’Altopascio e figura chiave al fianco dei Medici nel ‘500, a raccontare Ugolino Grifoni c’era Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale e candidato per diventare governatore della Toscana, Antonio Guicciardini Salini, presidente della Fondazione, Simone Giglioli, sindaco di San Miniato, Sara D’Ambrosio, sindaco di Altopascio e Isabella Gagliardi dell’Università di Firenze.

Un incontro tra due città e oggi anche due province che si uniscono grazie al conte Ugolino Grifoni: San Miniato e Altopascio, Pisa e Lucca.

Nato nel 1507, Grifoni fu braccio destro e tesoriere di Cosimo I che riuscì, grazie ad una sapiente gestione del denaro, a mettere da parte una buona cifra e con questa far costruire due palazzi: uno a Firenze, l’altro è Palazzo Grifoni a San Miniato.

“Non si poteva prescindere – secondo Giani – nell’anno di Cosimo dal parlare di Grifoni che fu per anni la figura a lui più vicino. Un personaggio illustre su cui ci sarebbe tanto da dire”.

Un convegno sulla storia della famiglia Grifoni ma anche sulle lotte per il potere nella Toscana cinquecentesca, sulla capacità politica dei Medici e sullo scontro con la famiglia Strozzi.

“Eugenio Giani – ha detto Guicciardini Salini – quando avrà finito di fare l’amministratore, farà il professore di storia”.
Palazzo Grifoni a San Miniato è considerato uno degli edifici più rappresentativi dell’intera opera di Giuliano di Baccio d’Agnolo, architetto che fu al servizio di Cosimo primo de’ Medici. La costruzione iniziò intorno alla metà del 16esimo secolo e risponde pienamente ai canoni estetici che si andarono definendo nell’entourage mediceo tra il ‘400 e il ‘500, dettati dagli architetti della famiglia Sangallo e codificati nei vari possedimenti medicei della Toscana. I mattoni per la costruzione del palazzo provenivano dalle fornaci attive a San Miniato in quel periodo e, solo in un secondo momento, fu necessario ricorrere al materiale ricavano dalle antiche mura federiciane.

Al convegno erano presenti in sala, tra gli altri, anche il vescovo, Andrea Migliavacca, il consigliere regionale Andrea Pieroni, il direttore generale di Crédit Agricole Massimo Cerbai, il presidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini, i rappresentanti delle forze dell’ordine, la vicesindaca di San Miniato Elisa Montanelli e l’assessore allo sport Loredano Arzilli.

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