Falda alterata nel comprensorio, Unione Inquilini interroga i sindaci

Scarselli scrive in seguito ai dati Arpat sul monitoraggio dei corpi idrici sotterranei

“Abbiamo chiesto ai sindaci dei comuni del comprensorio del Cuoio semplicemente cosa abbiano intenzione di fare rispetto al problema dell’alterazione della falda”. Per la sezione Valdarno Inferiore dell’Unione Inquilini Pisa, la richiesta è pervenuta ai sindaci di San Miniato, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e Montopoli Valdarno da Luca Scarselli in seguito ai dati Arpat sul monitoraggio dei corpi idrici sotterranei.

“Da quanto emerge dal testo del rapporto – per Scarselli -, le falde acquifere della zona di Santa Croce sull’Arno risultano avere dei problemi e logicamente possiamo immaginare che la solita situazione sia presente nel territorio dei Comuni del comprensorio del Cuoio”.

Precisamente, nella relazione “si confermano tra gli stati scarsi dei corpi idrici a rischio varie situazioni riconducibili a contaminazioni antropiche di tipo urbano o industriale (Firenze, Prato), contaminazioni antropiche di tipo agricolo (falda profonda Chiana) e alterazioni antropiche del fondo naturale possibilmente originate da stress quantitativi (falda profonda Chiana, Santa Croce, Valdelsa, Piana del Cornia, Pianure Elbane)”. Stress, questi, che potrebbero essere legati all’eccessivo emungimento.

Arpat ha realizzato nel triennio 2016-2018 il programma di monitoraggio chimico dei corpi idrici sotterranei secondo le normative regionali, nazionali ed europee con l’esame di 65 corpi idrici e 435 stazioni di monitoraggio. Il monitoraggio di sorveglianza di cadenza triennale ha riguardato 235 stazioni di corpi idrici non a rischio, il monitoraggio operativo di frequenza annuale ha riguardato 146 stazioni di corpi idrici a rischio e 54 stazioni di corpi idrici non a rischio con situazioni locali di stato scarso.

Nel rapporto si evidenzia che, rispetto al dato toscano: “Nell’ambito di un confronto temporale esteso, ottenuto dal ricalcolo omogeneo delle classificazioni per un periodo di 14 anni, 2002-2018 e raffrontato all’indicatore della precipitazione media cumulata annua sul territorio regionale, si riscontra il peggioramento progressivo per il triennio più recente 2016-2018, con una evidente correlazione tra periodi con forti precipitazioni e incrementi dello stato scarso. La prevalenza, nella ricarica, del trasferimento di inquinanti dalla superficie rispetto alla diluizione denuncia, pertanto, ancora una evidente vulnerabilità”.

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