La Toscana dei cammini oltre la Francigena, il futuro del turismo è la mobilità lenta

Il bilancio degli investimenti per potenziare la rete di cammini, ciclopiste e ciclovie

La Toscana dei cammini, quella da attraversare in modo lento, a piedi o in bici, per assaporarla nella sua complessità e molteplicità di offerte: dalle ricchezze del paesaggio e della natura, a quelle artistiche, architettoniche e culturali, fino a quelle enogastronomiche. La Toscana dei cammini si è ritrovata oggi, venerdì 14 febbraio a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze per fare un bilancio di cinque anni di lavoro. E su quanto ancora resta da fare. Non solo via Francigena, ma anche via Romea Germanica, via Romea Strata, Cammino di Francesco, via degli Dei, via Lauretana e via del Volto Santo: una fitta trama da sviluppare e completare per offrire al turista un’esperienza in quei luoghi meno battuti e che cercano di riconquistare una propria centralità.

“Una giornata per fare il punto su cinque anni di lavoro – ha detto l’assessore al turismo Stefano Ciuoffo -, un momento di confronto con tutte le realtà che rappresentano il mondo del turismo lento. Siamo partiti da un investimento forte fatto nella precedente legislatura. Mancavano però il racconto e la messa in sicurezza per tradurre questo investimento in un prodotto sentito come proprio dai territori e dalle comunità locali. L’elemento mancante era l’infrastrutturazione dei cammini, la loro manutenzione, valorizzazione, la creazione di ospitalità per arrivare a costruire un prodotto turistico. Siamo cresciuti insieme, superando tante complessità, abbiamo costruito un metodo”.

Un lavoro, come sottolineato da Ciuoffo, andato oltre la Francigena. “In questi anni – ha continuato l’assessore -, sul suo esempio, abbiamo creato tante altre sollecitazioni. Il turismo lento è diventato nell’immaginario collettivo e nei mercati, soprattutto europei, l’offerta di maggior qualità e la più ricercata. Insieme ai territori stiamo costruendo una proposta di turismo lento strutturata. È la lentezza che può aiutarci a rileggere il territorio che ci circonda, a valorizzare le identità locali e tutte le opportunità da riscoprire lungo cammini che conservano la storia di una regione. Una lentezza che può aiutare a far riconquistare centralità a tante aree, trasformate e spesso stravolte dallo spostamento di flussi di persone e di economie. I cammini in questo possono costituire un punto di partenza e le risposte positive ottenute da parte di chi presidia i territori (sindaci, aziende, associazioni), fanno ben sperare”.

Attraversare la Toscana significa anche ammirare e scoprire un patrimonio naturalistico unico nel panorama nazionale. “Tutela della biodiversità – ha spiegato l’assessore all’ambiente Federica Fratoni – affiancata alla necessità di valorizzazione dei territori. C’è bisogno di connettere tra loro tutti gli itinerari a bassa percorrenza. Nel 2019 abbiamo affidato un incarico per costruire un Itinerario naturalistico toscano partendo da tre assi fondamentali, che dovranno essere allargati: partendo dalle aree umide interne, spostandosi quelle umide costiere per arrivare alla montagna. Il tutto sempre con un occhio di attenzione alla disabilità: dal 2003 la Regione ha investito molto per rendere i percorsi accessibili a tutti”.

Il lavoro regionale sullo sviluppo della mobilità dolce è stato messo in evidenza dall’assessore a infrastrutture e trasporti Vincenzo Ceccarelli. “Parliamo di una rete escursionistica – ha detto Ceccarelli – che dia la possibilità, ai turisti che vogliono scoprire gli angoli più nascosti e meno frequentati delle aree interne, di poterlo fare attraverso ciclovie, ciclopiste, cammini. Un lavoro importante quello fatto finora, col quale abbiamo individuato i sei tracciati binari delle ciclovie che attraversano la regione. Tracciati sui quali stiamo lavorando in stretta collaborazione con comuni, province, associazioni e imprese. Attorno a ogni percorso ci piacerebbe veder nascere progetti promossi dai territori per attrarre un turismo in forte crescita come il cicloturismo. Flussi che vogliamo attrarre perché in grado di destagionalizzare e irradiarsi oltre gli itinerari più battuti. Ci stiamo avviando verso una maturità infrastrutturale per consentire a chi vuol attraversare la Toscana, di farlo in tutta sicurezza”.

Infine, l’attenzione sulle politiche di promozione dei cammini. “Abbiamo fatto tantissime iniziative – ha detto il direttore di Toscana promozione turistica, Francesco Palumbo -, a partire dal Buy Tuscany, portando giornalisti e tour operator a conoscere la Toscana meno conosciuta, ma anche convegni dedicati, pubblicazioni, la mappatura delle strutture e delle attività. Parliamo di cammini ma più correttamente dovremmo riferirci a una rete toscana di mobilità lenta che vede intrecciarsi ai cammini, le ciclovie e le ferrovie storiche: una rete ricca che dà l’idea di come in Toscana questo tipo di turismo è possibile e a portata di mano di chi voglia prendersi del tempo per guardare i luoghi meno frequentati ed entrare in contatto con le comunità che ci vivono”.

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