Santa Maria a Monte, il centro alle ex scuole divide il consiglio comunale foto

Per Sergio Coppola si tratta "dell'ennesima opera pubblica in centro storico senza conoscere l’effettiva rispondenza e utilità per la cittadinanza"

Il centro polivalente Zero Centoventi a Santa Maria a Monte è un po’ più vicino. Vicino si fa per dire, visto che per vedere l’opera compiuta manca ancora molto, ma intanto è stato approvato il contributo per la progettazione dal valore di circa 970mila euro nello scorso consiglio comunale. Una sorta di mutuo, prima di due tranche di finanziamento per l’opera che in tutto avrà un costo che si aggira intorno ai due milioni di euro. Stiamo parlando di una demolizione e costruzione ex novo di un edificio su una superficie di mille metri quadrati. Uno spazio polivalente che aprirà le sue porte a tutti: associazioni, studenti, anziani, disabili.

L’edificio, che si alzerà su due piani, sarà composto da bar, sala lettura, biblioteca e uno spazio dedicato alle associazioni. Tutto all’insegna della condivisione e della collaborazione sia orizzontale che verticale. Perché oltre a ospitare attività rivolte a tutte le categorie sociali, sarà anche uno spazio dove il dialogo intergenerazionale avrà il ruolo di protagonista. O almeno, questo lascia intendere il nome del progetto e questa è la vocazione con cui si propone. Ci saranno, infatti, anche spazi diurni e notturni per anziani e il “dopo di noi”. In totale saranno 11 i posti letti, 5 camere per il progetto “dopo di noi” in favore delle persone non autosufficienti e 6 per anziani autonomi. Tutta la struttura sarà circondata da un ampio giardino accessibile al pubblico.

Il progetto dell’ingegnere Maurizio Iannotta e dell’architetto Giuseppe Colucci è senz’altro una sintesi efficace di tutte le ipotesi che negli anni sono state formulate da più parti. L’edificio in questione, infatti, costruito agli inizi degli anni ’60, è stato sede delle scuole elementari Galileo Galilei, fino a quando gli alunni e il personale non sono stati trasferiti nel nuovo polo in via Querce, proprio per la decadenza della struttura. Dopo anni di abbandono, oggi versa in condizioni fatiscenti ed è stata oggetto di vandalismo, ma negli anni è sempre stata al centro del dibattito, suscitando anche un certo interesse da parte di una grossa fetta di popolazione. In passato la diatriba era tra chi volava che si costruisse un cento per anziani e chi, invece, vedeva su quella collinetta la posizione perfetta per delle villette residenziali. Una partecipazione tanto nutrita da formare un comitato e da indire, nel 2008, un referendum consultivo.

Per la prima volta dopo anni si parla di un progetto più nel concreto. E a prendere la palla al balzo è stata l’amministrazione di Ilaria Parrella, che con questo terzo tassello intende chiudere definitivamente e in positivo la partita del centro storico. In una visione d’insieme, infatti, quello sulle ex scuole di San Sebastiano, è il terzo appuntamento programmatico che la sindaca si era prefissata dopo la realizzazione del distretto socio sanitario negli spazi degli ex macelli e dopo il rifacimento di piazza della Vittoria. Tre grandi investimenti per trasformare il volto di tre luoghi. In particolare, il distretto socio sanitario e il centro Zero Centoventi, sono serviti e serviranno a togliere quel prefisso ex da ciò che c’era prima o c’è ancora: ex macelli ed ex scuole. Con molta probabilità sono queste le tre grandi opere per cui verranno ricordati i due mandati di Parrella.

Se queste premesse sono vere da un lato, dall’altro, hanno senso anche le eccezioni che sono state sollevate in consiglio comunale dai consiglieri del gruppo Santa Maria a Monte di tutti. Le critiche rivolte a Parrella riguardano proprio il fatto che sia il terzo grande investimento in un’area molto ristretta del comune, il centro storico.
“È stato portato in consiglio il programma triennale delle opere pubbliche – ha detto Sergio Coppola, capogruppo di Santa Maria a Monte di tutti – tra le quali un mutuo da 970mila euro che è la prima tranche dell’intera operazione che costerà 2 milioni per la riqualificazione di San Sebastiano. Abbiamo votato contro perché è un finanziamento ulteriore che insiste sul centro storico, dove l’amministrazione ha già speso un milione e 200mila euro per il parcheggio di piazza Vittoria, solo parcheggio lo possiamo chiamare”.

Nulla da eccepire sul merito del progetto e sulla destinazione sociale da parte dei consiglieri di minoranza, ma il problema, secondo loro, è di “collocazione e progettazione”.

“È un’operazione legittima – secondo Coppola -, ma perché non cercare un luogo più accessibile, con parcheggi, di più facile fruizione e magari che non abbia quella rampa in salita. Facciamola a Cerretti o a Ponticelli, se pensiamo che questo possa essere un polo di attrazione anche per gli altri comuni. Ponticelli è una zona di passaggio, centrale e facilmente raggiungibile. Loro ci hanno risposto che quell’area è già di proprietà comunale, ma sorgono dei dubbi sull’effettiva convenienza. Per noi è l’ennesima opera pubblica in centro storico senza conoscere l’effettiva rispondenza e utilità per la cittadinanza”.

Il problema e le critiche dei consiglieri sono le stesse che erano sorte per la posizione del distretto sanitario: in salita e quindi poco accessibile. Un problema strutturale dei borghi in collina a cui ciascuno porrebbe rimedio seguendo strade diverse.

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