Unione Inquilini, un’istanza per conoscere il benefattore per Fontevivo

La richiesta depositata in comune invita alla trasparenza

“Abbiamo avanzato istanza di accesso civico al comune di San Miniato in modo da poter sapere chi è il benefattore. Nel caso di diniego o silenzio ci rivolgeremo direttamente al responsabile dell’anticorruzione senza ulteriore preavviso”. L’Unione Inquilini Valdarno chiede così, con fermezza, di conoscere chi è il “benefattore” del comune di San Miniato che “avrebbe donato al Comune 50mila euro (con diritto di credito d’imposta del 65%) per contribuire alla realizzazione della nuova e duplice palestra a Fontevivo”.

“In considerazione del fatto – spiega Luca Scarselli – che la nostra associazione ha sempre sostenuto l’esigenza di massima trasparenza in qualsiasi settore della pubblica amministrazione e nel tempo pure sostenuto vari progetti, si comunica che abbiamo avanzato istanza di accesso civico ai documenti per conoscere il nome del suddetto ‘misterioso’ benefattore e avere copia degli eventuali atti o accordi sottoscritti.

Infatti, reputiamo che una qualsiasi amministrazione debba essere una ‘Casa di vetro’, stabilendo come proprio principio base la massima trasparenza”.

In seguito alla richiesta di accesso, “Avvisiamo pubblicamente il Comune di San Miniato che non tollereremo eventuali ritardi o omissioni come avvenuto già nel passato. Infine, considerato il comportamento che alcuni enti hanno tenuto in questi anni, da ora in poi comunichiamo che adotteremo la politica della Tolleranza Zero. Nel senso che in caso in omissioni o violazioni da parte degli enti o dei Comuni adiremo le autorità competenti senza aspettare”.

Scarselli e l’Unione inquilini quindi, con l’istanza, chiedono che “l’Amministrazione permetta l’accesso ed estrazione di copia dei seguenti documenti e dati: conoscere il nome del suddetto benefattore misterioso, copia di tutti i documenti, atti e accordi relativi alla donazione. Si richiede, a tutti gli effetti di legge, che la risposta alla presente istanza sia evasa entro e non oltre 30 giorni“.

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