Coronavirus, “Fondamentale farsi trovare pronti”. Unità di crisi e misure della Regione

Obbligo per i viaggiatori di segnalare il rientro anche dai comuni italiani soggetti a misure di quarantena

“È fondamentale farsi trovare pronti per gestire ogni ipotetica situazione. Ho chiesto a tutte le componenti del sistema provinciale di assicurare un costante monitoraggio, ringraziandole per il lavoro già svolto”. Lo ha detto il prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo che per oggi 24 febbraio ha convocato una riunione nel corso della quale sono state esaminate le disposizioni emanate ieri dal Governo in tema di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

Nell’occasione è stata operata una ricognizione puntuale delle misure precauzionali, di vigilanza e di prevenzione dei rischi già disposte a livello provinciale a seguito delle ordinanze emanate dalle autorità sanitarie nazionale e regionale. Sono state, inoltre, verificate le modalità operative per dare attuazione ad eventuali ulteriori provvedimenti. Alla riunione c’erano il sindaco di Pisa Michele Conti, il presidente della Provincia Massimiliano Angori, il rettore dell’Università di Pisa Paolo Maria Mancarella, i vertici provinciali delle forze di polizia e il comandante provinciale dei vigili del fuoco, il responsabile del Cnr, il comandante del presidio militare generale di brigata aerea Girolamo Iadicicco e i comandanti delle altre unità militari, i direttori sanitari della Usl Toscana nord ovest Lorenzo Roti e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria pisana Grazia Luchini.

Intanto è stato istituito l’obbligo per i viaggiatori di segnalare il rientro, oltre che dalle aree a rischio della Cina, anche dai luoghi in cui la trasmissione dell’infezione è significativa secondo le indicazioni Oms, compresi i comuni italiani soggetti a misure di quarantena disposte dalle Regioni o dal governo che sono Vo’ Euganeo, Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo, San Fiorano. Milano non è al momento incluso nella lista.

La task force istituita dalla Regione per fronteggiare l’emergenza Coronavirus ha discusso di unità di crisi, tende e gazebo davanti agli ospedali, dispositivi individuali, laboratori per i test diagnostici. Alla task force regionale costituita il 3 febbraio scorso e composta da 20 tecnici si è aggiunta l’Unità di crisi che si riunisce su richiesta del presidente Rossi. Coordinata dal direttore dell’assessorato Carlo Tomassini, è composta dalla task force, più i direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliero universitarie, più un rappresentate dell’Anci.

La Protezione civile monterà davanti a tutti gli ospedali che ne faranno richiesta tende e gazebo per creare una zona di pre triage fuori dai pronto soccorso, in modo da far indossare la mascherina alle persone per le quali questa misura viene ritenuta necessaria, prima che arrivino al pronto soccorso.

Sono state date indicazioni precise alle Asl sulle mascherine da dare a medici di medicina generale e pediatri di famiglia. Estar si è attivato con una serie di contatti con i fornitori, per poter disporre in tempi rapidi di mascherine chirurgiche in tnt (tessuto non tessuto), per poter far fronte alle necessità. Si prevede l’arrivo di 600mila pezzi entro la settimana e di ulteriori consistenti quantitativi nelle prossime settimane.

Laboratori di virologia e microbiologia saranno in funzione H24, 7 giorni su 7. Come prescritto dall’ordinanza regionale di ieri, domenica 23, i tre laboratori di virologia e microbiologia delle tre aziende ospedaliero-universitarie di Careggi, Pisa e Siena funzioneranno H24, 7 giorni su 7, e riorganizzeranno il lavoro in base a questi orari, per garantire la continuità. Da sabato a oggi i tre laboratori hanno fatto 58 test, risultati tutti negativi.

Oggi, intanto, si sono incontrati Regione Toscana e consolato cinese sull’emergenza coronavirus. Era stato il presidente della giunta regionale Enrico Rossi a richiederlo, rappresentato nell’occasione dal direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl centro. La Regione ha chiesto alle autorità cinesi l’elenco dei nominativi delle persone che devono ancora tornare e che sono prive di un alloggio adeguato per garantire la permanenza fiduciaria e l’esigenza che le stesse, in assenza di tali garanzie, dunque non tornino.

L’elenco dei nominativi però ancora non è arrivato e sul secondo punto il consolato ancora non ha risposto. Così il presidente Rossi ha deciso di investire della questione il Governo e una lettera firmata anche da Matteo Biffoni sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana è già partita per Palazzo Chigi per il ministro della Salute, per il ministro degli Affari esteri e per il commissario straordinario e capo della protezione civile Borrelli.

In assenza di risposte dal consolato, la Toscana chiede così al Governo di attivarsi presso l’ambasciatore cinese a Roma e alla Repubblica popolare cinese. La Regione aveva ribadito anche stamani nel corso dell’incontro tra il console e il responsabile del dipartimento prevenzione della Asl centro l’esigenza che per i cinesi che vivono in Toscana e che tornino da aree critiche della Cina, ma che non dispongono di alloggi adeguati, siano trovate soluzioni utili per garantire le condizioni di una permanenza domiciliare fiduciaria e che quelli non ancora rientrati che sarebbero privi di alloggi adeguati aspettino la fine dell’emergenza sanitaria prima di rientrare in Italia.

L’assessore regionale alla mobilità Vincenzo Ceccarelli inoltre, ha scritto alle aziende di trasporto che effettuano servizio in Toscana. Con la lettera rivolge un “un invito ad attivare tutte le misure e procedure possibili in ottemperanza a quanto approvato dal Consiglio dei Ministri con il Decreto legge in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019, al fine di garantire la massima sicurezza e tranquillità delle persone in viaggio e del personale in servizio”.

 

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