A Santa Maria a Monte e Castelfranco la messa è in diretta Facebook

Il messaggio del vescovo Migliavacca: "Intensifichiamo la preghiera"

Niente messe e funzioni religiose con i fedeli, ma c’è chi si organizza nel comprensorio del Cuoio.

È il caso di Santa Maria a Monte dove oggi (8 marzo) alle 18 don Bruno celebrerà la santa messa a porte chiuse ma in diretta Facebook sulla pagina dedicata.

Dalle 19 alle 22 la chiesa sarà aperta e, mantenendo le dovute distanze di sicurezza, sarà possibile pregare con l’esposizione del Santissimo Sacramento, la reliquia pellegrina di Santa Rita da Cascia e sarà aperta anche la Beata Diana. Anche questo momento sarà possibile seguirlo in diretta Facebook.

Si organizza anche don Ernesto Testi di Castelfranco. Ogni giorno insieme a don Marco celebrerà la messa alle 8 a porte chiuse e in diretta Facebook. “Rimaniamo comunque uniti nella preghiera – afferma don Ernesto – implorando da Dio la guarigione dei malati, la salvaguardia degli operatori sanitari, la fine di questo contagio. Atteniamoci tutti e scrupolosamente, alle disposizioni che ci sono state date dalle pubbliche autorità, a tutela della salute di tutti. Uniti e solidali, potremo superare questa contingenza negativa”.

Domani (9 marzo) alle 18, dalla porta della chiesa, don Ernesto impartirà la benedizione col Santissimo Sacramento a tutto il paese di Castelfranco e a tutte le persone che vi si trovano.

A tutti sono arrivate le parole di vicinanza di monsignor Andrea Migliavacca: “Carissimi fedeli, laici, religiose e religiosi, presbiteri della diocesi di San Miniato, è tempo di preghiera – dice il vescovo – È una quaresima molto particolare quella che stiamo vivendo, un vero tempo di deserto, di ritorno all’essenziale, di sacrificio e prova, un tempo di “quarantena”.  Mentre abbiamo adottato, insieme alle altre diocesi toscane, i necessari e doverosi accorgimenti per cercare di contenere il contagio, è importante volgere lo sguardo verso l’alto, verso Dio, cercare Lui, a Lui convertirci, Lui invocare”.

“Per questa ragione – prosegue il vescovo – chiedo a tutti voi di intensificare la preghiera.  A casa, forse con più tempo rispetto al solito, potremo dedicarci con maggiore intensità alla preghiera: il rosario, la via crucis, la liturgia delle ore, la lettura e la lectio della parola di Dio… La preghiera ci tiene uniti al Signore, ci lega tra di noi, ci fa vicini a chi è più in difficoltà, sopratutto i malati.  Con questo spirito vi invito a partecipare, nei tempi e nei luoghi per voi più comodi, ad un triduo di preghiera e di adorazione eucaristica, nelle parrocchie dei nostri vicariati, come indicato nella locandina qui allegata. Noi confidiamo nella preghiera ed è proprio un atteggiamento cristiano rivolgerci al Signore in un tempo più difficile per chiedere la sua vicinanza, il suo intervento, la sua protezione”.

“Preghiamo dunque – prosegue – anzitutto per i malati, in particolare quelli provati dal coronavirus. Preghiamo, ringraziandoli, per i medici e gli operatori sanitari, persone che vivono in questi giorni la fatica e la professione anche accettando il pericolo e con grande dedizione. Preghiamo per chi purtroppo è nel lutto e per chi ci ha lasciato. Preghiamo anche per noi perché il Signore ci protegga e ci liberi dall’epidemia del coronavirus.  Vorrei chiedervi una preghiera anche per gli amici delle regioni più colpite, in particolare la Lombardia da cui provengo. Ricordiamo anche loro nella preghiera perché sia il Signore a soccorrere, consolare e liberare”.

“Oggi, nella giornata in cui il vangelo ci racconta la Trasfigurazione – conclude – ci è consegnato un annuncio di luce: “Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. È un annuncio che anticipa la luce trionfante della vita del giorno di Pasqua, l’annuncio che il Signore è risorto e ha vinto la morte. Siamo nella prova, siamo nel deserto, ma già si vede la luce, ci è promessa la luce, ci è promessa la vita. È questa la parola che oggi ci accompagna e ci incoraggia nella fede, insieme a quella che Gesù sul Tabor rivolge ai suoi tre amici: “Alzatevi e non temete”. Lasciamoci rinnovare e confortare da questa luce, da questo annuncio di vita e di speranza, sentiamoci chiamati a vivere la preghiera più intensamente, non dimentichiamoci del fratello e della sorella che più hanno bisogno. E chiediamo a Maria, madre del Salvatore, di intercedere per noi”.

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