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Zona di ripopolamento e cattura, il presidente dell’Atc Pisa sull’interpellanza di Montopoli del Cambiamento

"La squadra di caccia al cinghiale si è rivelata una risorsa"

“Rispediamo ai mittenti le insensate accuse rivolte al presidente della Zona di ripopolamento e cattura e ai tanti cacciatori volontari che contribuiscono alla gestione dell’istituto”. Così il presidente dell’Atc Pisa Gian Luigi Ladurini commenta l’interpellanza portata nel consiglio comunale di Montopoli Valdarno dai consiglieri di Montopoli del Cambiamento (qui).

“Dati alla mano – spiega Ladurini – , il contegno del presidente e dell’intero comitato di gestione risulta ineccepibile e l’attività di gestione è stata eseguita nel rispetto delle regole e nella massima trasparenza, ponendo in essere tutte le attività necessarie per raggiungere la massima resa – in termini di risultato faunistico – dell’istituto pubblico.
I tecnici dell’Atc hanno passato in rassegna i dati degli ultimi anni di gestione e diversamente da quanto asserito dai consiglieri comunali Cristiano Bertagni, Lara Reali e Silvia Squarcini – peraltro addirittura creando un caso mediatico – non si registrano nel Comune richieste di risarcimento danni da cinghiale. Alla luce di questo, l’allarmismo intorno al problema cinghiale contenuto nella dichiarazione dei tre consiglieri appare quanto meno esagerato.

Sul punto, proprio al fine di contenere gli ungulati all’interno dell’istituto, sono stati posti in essere anche diversi interventi di contenimento in ‘braccata’ alla specie cinghiale. In quelle circostanze, infatti, proprio la locale squadra di caccia al cinghiale – oggi accusata di essere in ‘conflitto di interessi’ con la gestione della Zrc – si è rivelata una grande risorsa. Negli ultimi anni, sono stati eseguiti numerosi abbattimenti, proprio grazie ai volontari della squadra locale con lo scopo di contenere il numero di ungulati a vantaggio della piccola selvaggina stanziale.

Inoltre, informo i consiglieri Cristiano Bertagni, Lara Reali e Silvia Squarcini che purtroppo il contenimento della specie cinghiale mediante la forma della ‘braccata’ all’interno degli istituiti pubblici è attualmente sospeso. L’art. 37 della legge regionale 3/1994, infatti, che disciplina quelle tipologie di interventi, è al vaglio della Corte Costituzionale a seguito della decisione con cui il Tar Toscana ha sollevato l’eccezione di incostituzionalità della predetta norma.

Di conseguenza, mi pare doveroso rivolgere un caloroso invito ai consiglieri ad informarsi e ‘leggere’ i documenti prima di creare falsi allarmismi nell’opinione pubblica con l’unico fine di screditare, in maniera del tutto infondata, l’operato dei dirigenti delle Associazioni Venatorie locali. Sicuro di aver fornito i doverosi chiarimenti, auspico che si sia trattato solamente di uno spiacevole errore conseguenza della poca informazione”.

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