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Poste italiane chiude gli uffici periferici, la denuncia di Gherardini e il punto di Nardini e Pieroni

"Spostarsi in altri uffici contribuisce a creare assembramenti"

Poste Italiane, la decisione l’aveva presa prima del Decreto del presidente del consiglio dei ministri che dava una nuova stretta nella direzione del contenimento del coronavirus. Da ieri, agli uffici, aveva comunicato che, pur garantendo “il servizio su tutto il territorio nazionale, nel rispetto della tutela della salute dei propri lavoratori e di tutti i cittadini” avrebbe ridotto gli sportelli.

Con uffici aperti, precisa Poste Italiane, “in proporzione agli abitanti di ciascun comune. Saranno dunque contingentate le aperture pomeridiane degli uffici aperti su doppio turno e di quelli aperti solo al mattino. Inoltre, nei comuni con un unico ufficio postale, l’apertura avverrà a giorni alterni. I cittadini saranno informati sulle novità, come di consueto, tramite gli avvisi affissi all’esterno degli Uffici. In tutti gli Uffici, inoltre, sono state poste in essere delle linee di distanza dalle postazioni degli operatori. Per quanto riguarda i servizi di consegna corrispondenza e pacchi gli orari di lavoro dei portalettere sono stati dilazionati per evitare la concentrazione di personale all’interno dei siti operativi nelle stesse fasce orarie. L’operatività di tutti gli altri dipendenti di Poste Italiane è garantita dal ricorso allo smart working”.

Stamattina 12 marzo, però, il sindaco di Palaia Marco Gherardini è andato in caserma per denunciare Poste Italiane per la chiusura dell’ufficio postale di Palaia. “Un’interruzione di pubblico servizio inaccettabile – ha detto – di cui non è stata data alcuna comunicazione né alla popolazione con un avviso, né all’amministrazione comunale. Secondo quanto previsto dal Dpcm il servizio doveva rimanere aperto alla popolazione. È chiaro che che così disponendo Poste favorisce assembramenti negli uffici postali aperti, nel nostro Comune ad oggi solo quello di Forcoli. Ho provveduto immediatamente a contattare anche i responsabili di Poste Italiane che hanno giustificato la chiusura con una ridefinizione dei servizi aggiungendo che in giornata odierna sarebbero state inviate le comunicazioni al Comune. Come Sindaco ritengo il comportamento di Poste non consono e lesivo della mia comunità”.

E lo stesso devono aver pensato quelli che hanno segnalato le chiusure alla consigliera regionale del Partito Democratico Alessandra Nardini. “Sono arrivate – racconta – molte segnalazioni di uffici postali chiusi nella nostra provincia, soprattutto nelle frazioni. Hanno ragione i sindaci che stanno lamentando questa situazione. Si tratta di un vero e proprio disservizio che va perfino contro le chiare raccomandazioni di evitare assembramenti.
Il Decreto prevede infatti il mantenimento in attività degli uffici pubblici essenziali, tra cui le poste, pur nel rispetto delle prescrizioni igienico sanitarie e comportamentali di prevenzione. Credo che chiudere gli uffici postali dei piccoli centri, già in sofferenza cronica per i tagli, sia un errore a cui porre rimedio: ciò porta, inevitabilmente a un numero maggiore di persone che si riversa sugli uffici limitrofi aperti e nei tabacchini. Mi sono stati segnalati gli uffici di Selvatelle a Terricciola, Palaia, Marti e Casteldelbosco a Montopoli in Val d’Arno, Saline di Volterra, Santo Pietro Belvedere, 4 uffici su 6 nel comune di Pontedera, Ponteginori e Sassa (Montecatini Val di Cecina), Casino di terra (Guardistallo, Santa Luce, Villa Campanile e Orentano a Castelfranco di Sotto, Lavaiano, Perignano, Lari (Casciana Terme Lari)”.

La chiusura di alcuni uffici postali “è una cosa inaccettabile – anche per il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni -, anche perché sono servizi che rientrano tra quelli utilizzabili in base al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardante le disposizioni precauzionali sul coronavirus covid19.

Interrompere un pubblico servizio in particolare nelle zone più lontane dai grandi centri è qualcosa che, oltre a sapere di ingiustizia, comporta spostamenti delle persone e rischi di assembramenti in altri uffici postali. Non è così che si aiutano le comunità, tanto più in momenti molto difficili e con pericoli per la nostra salute come questo. Ha fatto bene il sindaco di Palaia Marco Gherardini a contattare subito i servizi di Poste Italiane e a denunciare ai Carabinieri il fatto. I cittadini, che devono rivolgersi al servizio per situazioni di reale necessità e seguendo le indicazioni igienico sanitarie delineate, si aspettano di essere supportati e rassicurati da un ente come Poste Italiane e non penalizzati, visto che anche a cose normali i servizi postali nei piccoli centri abitati iniziano a scarseggiare, nonostante gli ottimi bilanci dell’azienda tra l’altro diffusi nei giorni scorsi. Intanto si rimedi subito a questo grave disservizio”.

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