Una mascherina isolante e funzionale, la proposta da un cittadino di Pontedera foto

L'idea di Lorenzo Ciompi per proteggere medici e infermieri in prima linea

A volte basta davvero poco per fare grandi cose. E spesso il caso gioca a nostro favore. Un’idea, in questo momento preziosissima, arriva dalla Valdera, precisamente da La Rotta, la frazione del comune di Pontedera. Lì, Lorenzo Ciompi, 33 anni, ha avuto un’intuizione presa in prestito dalla sua passione per la pesca subacquea. Una mascherina protettiva compatta, funzionale e perfettamente stagna da poter adattare in campo medico fornendola a dottori e infermieri che stanno avendo difficoltà nel reperire dispositivi di protezione individuale idonei per affrontare il contrasto alla pandemia da Covid-19.

“Ci ho pensato per caso, guardando la Tv – ha detto Ciompi – e ho pensato che questa mascherina in un colpo solo proteggerebbe bocca, naso e occhi. Ho parlato con il front office del ministero della salute per proporre la cosa, ma mi hanno detto che la procedura deve partire dal livello locale”. E così Ciompi si è rivolto prima al consigliere Marco Salvadori e poi al vicesindaco Alessandro Puccinelli. L’intento è quello di sottoporre le funzionalità della mascherina a un comitato scientifico ed eventualmente ottenere la necessaria autorizzazione medico sanitaria. Se questa mascherina dovesse ottenere l’idoneità per essere usata in campo medico, le aziende produttrici dovrebbero cercare di apportare le modifiche eventualmente necessarie o produrne in quantità per poi destinarle agli operatori sanitari.

“Osservando la maschera frontalmente – ha detto Ciompi, descrivendo l’oggetto – si nota subito che c’è uno stacco fra zona nasale e zona visiva, infatti, la maschera non si può appannare poiché le due zone sono divise, inoltre, l’aria viene presa e ributtata fuori dallo ‘snorke’ posto nella parte posteriore della nuca quindi anche ben distanziato dalla zona facciale dove avviene il contatto diretto con il paziente”. Il respiratore posizionato dietro alla nuca sarebbe anche più nascosto e protetto.

“Con questa maschera -ha continuato Ciompi – il personale sanitario ha molteplici vantaggi: isolamento completo occhi, naso e bocca, semplicità di utilizzo, scarso ingombro e funzionalità pratica poiché è un unico pezzo e non come si vede in Tv, quando talvolta i medici utilizzano una banale mascherina da muratori e una visiera in plastica da decespugliatori che tutto fa entrare. Inoltre, un’altra cosa importante è che la maschera non crea escoriazioni e lividi nell’utilizzo poiché il bordo essendo stagno è costituito da un isolante in silicone molto morbido e adattivo sul viso. Infine, la maschera lascia libere le orecchie, di conseguenza, il dottore può usare lo stetoscopio”.

Ciompi ha pensato anche al due possibili modi di isolare e proteggere il respiratore, unico punto di prese e uscita d’aria: “Un modo, il più semplice – ha detto – sarebbe quello di avvolgere del tessuto non tessuto (TNT) intorno allo snorke a modo di calzino e lo si ferma con un normale elastico. Quando va sostituito non si fa altro che toglierlo, sciacquare la maschera e rimetterne un altro nuovo. Il secondo modo è quello di un filtro anti-vapori organici che andrebbe posizionato mediante modifiche meccaniche eseguite sulla maschera nella parte terminale dello snorke. Ovviamente questo metodo richiede tempistiche lunghe poiché andrebbe contattata l’azienda che proceda a modificare le maschere”.

Ciompi non è nuovo a idee di questo tipo: ha già brevettato un inserto da mountain bike che funziona da smorzatore di urti. Stavolta, assicura “ho proposto questa cosa solo per aiutare i medici, quelli che stanno combattendo in prima fila. La maschera sicuramente è già brevettata da qualche azienda, io spero solo che questa proposta venga presa in considerazione e che vada a buon fine”.

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