Poste chiuse, Ciampi: “Presenteremo interrogazione in parlamento”. foto

Il segretario provinciale Pd Fabrizio Cerri: “Aprire due giorni a settimana”

Una richiesta che si alza a gran voce da settimane ormai: ripristinare i servizi postali degli uffici periferici in provincia di Pisa. Almeno pochi giorni a settimana. Sulla questione la deputata del Partito democratico Lucia Ciampi annuncia un’interrogazione in parlamento per chiedere l’apertura di almeno un giorno a settimana. Anche secondo Fabrizio Cerri, segretario provinciale del Pd, la chiusura ha causato grossi disagi agli anziani e per questo chiede che siano attivi gli uffici per almeno due giorni a settimana.

“Mi ero già espressa – dichiara la deputata Pd Lucia Ciampi – riguardo il comportamento di Poste Italiane in questa situazione emergenziale e avevo avuto rassicurazione sul fatto che sarebbe stato incrementato il numero degli uffici postali aperti, soprattutto di quelli più piccoli e periferici.

Naturalmente nessuno chiedeva che fosse ristabilita la normalità, ma che almeno fossero garantiti, anche solo per un giorno a settimana, la funzionalità di alcuni uffici che risultano strategici per impedire lo spostamento delle persone e per continuare ad erogare servizi utili a tutta la popolazione.

Invece dai sindaci della provincia di Pisa abbiamo avuto conferma che nessuno degli uffici postale chiusi all’inizio del contagio è stato aperto. La direzione delle Poste ci ha indicato un aumento dell’11 per cento dell’incremento della forza lavoro. Un dato che annotiamo, ma che non cambia sostanzialmente la situazione delle zone più periferiche dei nostri comuni quelle che hanno più bisogno di avere questo genere di servizi per evitare qualsiasi tipo di spostamento. Il litorale pisano ne è un esempio, ma non è il solo che registra questa carenza. Per questo motivo presenteremo un’interrogazione in parlamento. Servizi essenziali come quelli postali, anche se con orari ridotti vanno comunque garantiti”.

Per Cerri “in queste settimane si è davvero superato il limite. Con la chiusura di tanti Uffici Postali – ha detto il segretario provinciale -, nel momento di maggiore difficoltà, molti cittadini della provincia di Pisa, impossibilitati a muoversi per non violare i decreti del governo, che vietano la mobilità oltre il comune di residenza, sono stati costretti a recarsi in altri territori. Spesso hanno dovuto chiedere aiuto e farsi accompagnare da altri.

Da oltre un mese, i nostri sindaci, gli amministratori comunali, i consiglieri regionali, i parlamentari, hanno intrapreso iniziative a vari livelli, chiedendo che gli uffici chiusi fossero riaperti, ma, purtroppo, con scarsi risultati.
Si è dimostrata poca sensibilità nei confronti di quei cittadini, soprattutto anziani che, da sempre, vedono nell’ufficio postale della propria frazione o paese o quartiere, uno dei presidi principali della vita economica e sociale. Continuare a riscuotere la pensione in contanti agli sportelli rappresenta, per molti anziani, non avvezzi agli strumenti moderni dell’accredito e dell’utilizzo delle carte di credito, un elemento di rassicurazione ma anche un momento di socializzazione”.

“Una grande azienda del Paese – ha continuato Cerri – come Poste Italiane che, ormai da qualche tempo si è caratterizzata sul versante della modernizzazione e di una maggiore efficienza, non può rimanere insensibile rispetto ai bisogni e alle attese di migliaia di cittadini della provincia di Pisa, che chiedono di non aggiungere ansie e altre preoccupazioni a quelle, già consistenti, del Covid 19.

Da oltre un mese vi chiediamo, per questo, di riaprire subito tutti gli uffici postali attualmente chiusi, almeno due giorni la settimana. Cari dirigenti delle Poste, gettate anche voi il cuore oltre l’ostacolo, abbiate coraggio e, in accordo con i sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori, trovate il modo di dare ai molti cittadini che ve lo chiedono, un segnale di sensibilità che si meritano. Uno dei punti di forza delle Poste è il suo radicamento territoriale. Se questo viene meno, anche l’azienda rischia di perdere molto”.

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