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“La caccia non è chiusa e al territorio servono i cacciatori”: il punto di Federcaccia

L'associazione venatoria è a disposizione per tutte le informazioni, anche sulle scadenze

“La caccia non è stata chiusa e non verrà chiusa. Le misure restrittive applicate con il Decreto del presidente del Consiglio sull’intero territorio nazionale sono incentrate sulla limitazione degli spostamenti e degli assembramenti anche nelle attività all’aria aperta. Infatti gli unici spostamenti previsti sono quelli legati a comprovate esigenze lavorative a situazioni di necessità a motivi di salute. Tali possibilità non contemplano la caccia come un’attività legata a situazioni di necessità. Per tale motivo, il regolare svolgimento dell’attività venatoria non è riconducibile a una variazione del quadro normativo, bensì alle limitazioni che nei fatti vietano il raggiungimento dei siti di caccia”. Lo chiarisce la Federcaccia San Miniato tramite il suo segretario Piero Taddeini.

“In questo periodo di forti restrizioni – spiega l’associazione venatoria -, certamente noi cacciatori non siamo immuni da rispettare le norme. Da sempre vicina ai cacciatori oltre che agli agricoltori e ai comuni cittadini, l’associazione vuole, con molta umiltà, mettere a fattore comune alcuni concetti basilari che ci riguardano direttamente e coinvolgono il proseguimento della nostra attività. Molti infatti sono i cacciatori del nostro Comune che ci hanno sottoposto domande, alle quali è doveroso dare chiarimenti e spiegazioni”.

Anche sulle scadenze amministrative di questo periodo. “l Ministero degli Interni ha emanato il Decreto Legge 18 del marzo 2020, nel quale viene esplicitamente confermata l’estensione della validità di tutte le licenze di porto d’armi che scadono tra il 31 gennaio e il 15 aprile, che avranno validità fino al 15 giugno. La quota di iscrizione all’Atc di residenza e ulteriore Atc diverso da quello dell’anno precedente viene prorogata da 15 marzo al 15 giugno 2020 e la quota di iscrizione all’Atc di residenza venatoria diversa da quella dell’anno precedente viene prorogata da 15 maggio al 15 giugno. Il rinnovo appostamento fisso tramite pagamento tassa di concessione regionale da parte del titolare della concessione prorogato al 15 giugno e al 15 giugno sono prorogate anche la richiesta nuove autorizzazioni appostamenti fissi prorogato, l’iscrizione al registro delle squadre di caccia al cinghiale, l’inizio di almeno una sessione di esami per l’abilità all’esercizio venatorio.

Nulla è cambiato, al momento, per le quote relative al rinnovo annuale della licenza di porto d’armi ad uso caccia, con riferimento alla tassa di concessione governativa e alla tassa regionale. La copertura assicurativa non ha subito variazioni sulla scadenza che rimane alle ore 24 del giorno di scadenza, decorsi 365 giorni dalla data del bollettino postale”.

Riguardo al ruolo del cacciatore, specie in una situazione “particolare” come quella che stiamo vivendo, “E’ doveroso rimarcare il concetto secondo cui ci identifica quali unici gestori del territorio. E’ utile sottolineare che l’intento dei cacciatori è la continua crescita, ispirata al rispetto per l’ambiente, alla sua sempre maggiore comprensione e a una crescente conoscenza tecnica. Molte sono state le battaglie promosse dalla Federcaccia di San Miniato per la difesa della biodiversità, quali ad esempio la denuncia per lo scempio naturalistico perpetrato verso i nostri corsi d’acqua o l’uso eccessivo di disseccanti (diserbi).

E quando si parla di gestione del territorio, è doveroso fare riferimento alla caccia di selezione, utilizzata per la conservazione dei corretti equilibri naturali, falsati ormai dalla eccessiva urbanizzazione in contemporanea con l’abbandono delle campagne. Il cacciatore professionista, dopo avere sostenuto specifici esami attitudinali e secondo criteri scientifici seguendo stime e censimenti sugli ungulati, è chiamato ad operare una particolare scelta, relativa alla tipologia e caratteristiche dei capi da abbattere. Gestione che consente, ad esempio, di limitare i danni alle prossime germinazioni dei preziosi vitigni che costellano la nostra campagna.

Il divieto degli spostamenti ha inficiato, infatti, sugli interventi di contenimento degli ungulati in forte crescita nelle nostre zone (cinghiali, bovidi e cervidi), con conseguenze fortemente impattive sulle colture agricole. Recentemente la Regione Toscana ha emanato direttive in merito al contenimento del piccione, demandato alle guardie venatorie volontarie, sotto il coordinamento della Polizia Provinciale. Doveroso in questa fase citare un esempio di collaborazione tra mondo venatorio ed agricolo, con riferimento all’appello del Presidente Regionale della Coldiretti (ex Presidente Provinciale Federcaccia) rivolto al Prefetto di Firenze Laura Lega, in qualità di coordinatore dei Prefetti della Toscana, affinché attivi interventi tempestivi contro i raid dei piccioni selvatici che stanno letteralmente devastando le oleaginose, in particolare i girasoli”.

Di fronte a eventi in continuo divenire e che stanno martoriando la nostra quotidianità, con improvvisi Decreti e quindi con il rischio di incorrere in pesanti sanzioni non solo amministrative ma anche con risvolti penali, la Federcaccia di San Miniato si mette a disposizione dei cacciatori e di quanti ne necessitano e offre supporto: basta scrivere alla casella mail fidcsanminiato@gmail.com.

 

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