Nuova vita per la Scalinata del santuario del Santissimo crocifisso: completato il restauro foto

Appena possibile ci sarà l'inaugurazione di diocesi di San Miniato, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e Crédit Agricole

L’inaugurazione è rimandata a dopo l’emergenza coronavirus, ma i lavori per il restauro dello Scalone del santuario del Santissimo crocifisso di San Miniato sono stati completati. Un lavoro immane, che in un anno circa dall’annuncio dell’intervento (qui) ha ridato a San Miniato uno dei suoi gioielli più belli e particolari, uno spazio aperto nel centro storico.

La scala monumentale che affaccia sul municipio unisce due livelli del centro storico, mescolando stili e materiali per rendere prezioso qualcosa che non è più solo funzionale. Fin dalla sua progettazione, infatti, il committente aveva chiesto che fosse un’opera spettacolare.

Fu progettata nel 1705 dall’architetto fiorentino Anton Maria Ferri, commissionata dall’allora vescovo di San Miniato Giovanni Francesco Maria Poggi. L’architetto, guardando un po’ al lavoro del Bernini, scelse alte statue per dare prospettiva e fare così di uno spazio ristretto, quasi di risulta, un’ampia e ariosa prospettiva. Quando l’architetto illustrò al vescovo l’idea di collegare il santuario alla strada sottostante con uno scenario architettonico di vasta portata e spettacolare, l’idea divenne progetto.

Seguendo queste due parole chiave e unendoci la volontà di rimettere in sicurezza la struttura, la diocesi di San Miniato con la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e Crédit Agricole Italia hanno scelto di ridare nuova vita alla scalinata del santuario del Santissimo crocifisso.

“La costruzione della scala – spiegano gli enti coinvolti – realizzò un episodio urbano nuovo che ruppe con il tessuto architettonico medievale cittadino, sostituendo il naturale declivio collinare con una gradinata sulla cui sommità si erge la chiesa pensata con schemi e modelli prospettici propri della tradizione urbanistica rinascimentale rivisitati in chiave barocca”.

Le cinque rampe formate da 102 gradini, sono in pietra arenaria grigia del tipo del macigno. Ventiquattro pilastrini in pietra reggono il corrimano in ferro. Le scale si appoggiano su pareti in travertino scolpite a bugnato. Le superfici in pietra, quando si è deciso di intervenire, presentavano disgregazione, esfoliazioni, formazioni di tasche e numerose fessure con la diffusa presenza di colonie algali e licheniche oltre a numerose erbe infestanti cresciute nei giunti fra gli elementi.

Al centro della parete di mezzo, in una nicchia, si trova la statua marmorea di Cristo, opera di Francesco Baratta datata 1723. Ai lati due angeli in terracotta un tempo recanti buccine in bronzo, opera di Luigi Pampaloni del 1867. Del recupero, anche di queste strutture, si è occupato Massimo Moretti di Lucca.

La Diocesi “Rinnova la profonda gratitudine per la sensibilità verso la tutela del patrimonio storico artistico diocesano a Crédit Agricole e Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato”. In attesa di poter inaugurare tutti insieme l’ambizioso e riuscito progetto, in qualche modo simbolo della comunità che collabora. All’inaugurazione parteciperanno il vescovo Andrea Migliavacca, il presidente della Fondazione Antonio Guicciardini Salini e Massimo Cerbai responsabile della direzione regionale Toscana di Crédit Agricole.

 

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