Kit liturgico e servizio d’ordine: la collegiata di Fucecchio prepara la messa domenicale foto

Per il comitato tecnico della parrocchia sono 110 i posti in chiesa. Ma sarà sfruttato anche l'esterno con la vigilanza di scout e Shalom

Se da qualche tempo gli organizzatori di grandi cerimonie ci hanno abituato alle wedding bag, confezioni ben presentate con tutto l’occorrente per assistere a un matrimonio, a Fucecchio il Covid-19 ha portato il Kit liturgico. Non ci saranno ventagli, bomboniere o fazzolettini al suo interno, ma tutto quello che serve per la prima messa domenicale dopo il lockdown: mascherina, guanti e spray per le mani e per la panca. È una delle iniziative della collegiata di Fucecchio – che si è dotata anche di comitato interno composto da medici e tecnici – per affrontare la riapertura dei luoghi di culto.

Luoghi di culto che riguardano, appunto, diverse religioni: ieri, mercoledì 20 maggio la prefettura di Firenze ha organizzato un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in videoconferenza con tutti i rappresentati religiosi. C’erano l’arcivescovo di Firenze cardinale Giuseppe Betori, il vescovo di Fiesole monsignor Mario Meini, il rabbino capo rav Gadi Piperno, l’imam Izzedin Elzir e i rappresentati delle comunità ortodossa, induista, buddista, chabad Toscana, le chiese protestanti, evangeliche, anglicane e di Gesù Cristo e dei santi degli Ultimi Giorni. L’incontro aveva lo scopo di mettere a punto le direttive del ministero dell’Interno per lo svolgimento delle celebrazioni. Presenti all’incontro i vertici provinciali delle forze dell’ordine, l’assessore del comune di Firenze Alessandro Martini con il comandante della polizia municipale. Ingresso e uscita dai luoghi sacri, materiali disinfettanti, distanziamento e capienza massima, questi alcuni punti all’ordine del giorno.

In ottemperanza con le indicazioni della prefettura di Firenze, Fucecchio, l’unico comune fiorentino del Comprensorio del cuoio si è preparato per accogliere i fedeli nella collegiata, dove sono già predisposte le sedute distanziate sulle panche. “La nostra collegiata accoglie fino a 500 fedeli in tempi normali – ha detto don Andrea Pio Cristiani -. Noi abbiamo costituito un comitato con medici e tecnici per verificare spazi e modalità: ne è uscito che porremmo dei segni sulle panche dove sedersi. La possibilità di sedersi distanziati permetterà di ospitare all’interno della collegiata fino a 110 persone comprese le cappelle laterali. In accordo con il Comune occuperemo anche gli spazi esterni: il poggio salamartano, la grande piazza esterna, con segnalazioni che indicheranno ai fedeli come posizionarsi e i sacerdoti usciranno fuori in luoghi prestabiliti per la comunione”.

A controllare che l’accesso e l’uscita avvengano correttamente non necessariamente ci sarà la polizia municipale, ma volontari e collaboratori della parrocchia, così come indicato dall’accordo tra Conferenza episcopale italiana e ministero dell’Interno. “Il servizio d’ordine – continua don Cristiani – sarà garantito dagli scout e dai giovani Shalom di Fucecchio dotati di pettorine di riconoscimento. Con il comitato abbiamo deciso di non aprire tutte le chiese, anche per problemi di igienizzazione: la parrocchia della collegiata ha 5 chiese, e la collegiata è la più areata ed è la migliore secondo il parere dei tecnici. Il coro non sarà attivato e la celebrazione sarà molto snella”.

Per chi vorrà, sarà distribuito il kit liturgico: guanti, mascherina e spray igienizzante. Questo perché, come ha detto don Cristiani, “niente va preso con superficialità, serve comunque la massima prudenza”. Va ricordato, comunque, che quella di domenica non sarà la prima messa dopo il lockdown: già da lunedì 18 maggio, infatti, si svolgono le celebrazioni in presenza di popolo, ma quelle domenicali sono certamente più affollate. Come ha ricordato il prefetto di Firenze “Il prossimo fine settimana – ha detto Laura Lega -, sarà un momento molto delicato e rappresenta il primo banco di prova per testare la funzionalità delle misure adottate per consentire che i riti liturgici si svolgano nella maggior sicurezza possibile per i fedeli”.

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