Un lungo tricolore in Prefettura apre la Festa della Repubblica foto

Conferite le onorificenze a 14 cittadini della provincia. Il commiato al comandante dei vigili del fuoco D’Anna

Un drappo tricolore lungo tutta la facciata della Prefettura di Pisa ha dato il buongiorno a questa Festa della Repubblica 2020. Un 2 giugno diverso dal solito, ma in qualche modo più potente: celebrare l’Italia come “una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” dopo il lungo isolamento a casa e l’ancora lungo distanziamento sociale con l’economia che fatica a ripartire richiede profonde riflessioni.

Su Ponte di mezzo, all’alzabandiera, c’erano le forze dell’ordine con le autorità. Davanti a loro il prefetto Castaldo ha dato lettura del messaggio inviato dal capo dello Stato.

Ai giardini del Palazzo del Governo sono poi stati consegnati i diplomi dell’ordine Al merito della Repubblica Italiana, le onorificenze conferite a 14 cittadini della provincia, compreso il maggiore Gennaro Riccardi (qui).
Nel corso della cerimonia, il Prefetto Castaldo ha salutato il comandante della 46esima Brigata aerea Girolamo Iadicicco e al comandante dei vigili del fuoco di Pisa Ugo D’Anna, entrambi in procinto di lasciare la sede pisana per ricoprire nuovi incarichi.

“Anche in questo periodo eccezionale – ha detto il Prefetto ai ragazzi delle scuole secondarie di II grado -, ho avuto modo di toccare con mano l’enorme patrimonio di intelligenza, di energie positive, di voglia di fare per la collettività che anima questa splendida terra. Indirizzare tutte queste energie verso un impegno corale, che veda insieme istituzioni, forze politiche e sociali, cittadini, imprese e realtà del terzo settore concorrere allo sforzo per la ripresa del territorio, è un obiettivo che si può, si deve perseguire. Sono convinto che attraverso il continuo confronto tra i diversi livelli di governo, così come tra istituzioni e cittadini, si possono affrontare le molteplici sfide che ci attendono”.

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