Università di Pisa, sarà a distanza anche il prossimo semestre

Con qualche eccezione: dal primo settembre lo svolgimento "in presenza" di alcune attività, come i tirocini

Il ritorno alla normalità arriverà, ma sarà graduale, senza abbandonare mai del tutto la modalità online, così da consentire agli studenti italiani fuori sede e a quelli internazionali di seguire le lezioni anche se impossibilitati a raggiungere Pisa per motivi legati all’emergenza coronavirus.

In seduta congiunta, lo hanno deciso il Senato accademico e il consiglio d’amministrazione dell’Università di Pisa per l’erogazione della didattica nel prossimo anno accademico.

“Le incertezze – spiega il rettore Paolo Mancarella – sullo sviluppo dell’emergenza epidemiologica sono tante ed è necessario essere prudenti. Non possiamo ragionare come se non fosse successo niente: la tutela della nostra comunità deve essere sempre al primo posto. Agli studenti e alle famiglie vogliamo dare un messaggio chiaro, inequivocabile: ricominciamo con prudenza ma siamo pronti a ripartire nella pienezza delle modalità tradizionali appena la situazione epidemiologica ce lo consentirà.

È nostra ferma convinzione, d’altronde, che la formazione superiore, perché dia pienamente i suoi frutti e soddisfi completamente i bisogni degli studenti, non possa prescindere dal legame sociale che si crea con i docenti e nelle interazioni intellettuali e umane che normalmente nascono nell’aula e ai margini di essa, tanto più in una cittadella universitaria a dimensione d’uomo quale è Pisa. Quel legame che in questi mesi, se possibile, si è rafforzato, ma che tutti noi sentiamo la necessità di tornare a vivere in prima persona”.

Nei mesi del lockdown sono stati erogati a distanza tutti gli insegnamenti, ben 21.130 esami di profitto sostenuti e 1.146 discussioni di tesi online, che arriveranno a oltre 3600 da qui a fine giugno (dati sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente), anche il prossimo anno accademico si aprirà, così, con tutte le lezioni frontali del primo semestre erogate a distanza attraverso le piattaforme telematiche messe a disposizione dall’Ateneo.

E se questa sarà la linea da seguire fino al 31 dicembre, non mancano però importanti eccezioni. Già previsto dal primo settembre lo svolgimento “in presenza” di alcune attività, come i tirocini dei corsi di studio delle professioni sanitarie, di laureandi, specializzandi e gli internati di tesi e i tirocini curriculari che non siano in concreto completamente realizzabili a distanza, ad eccezione di quelli eventualmente previsti al primo anno dei corsi di studio.

“Quanto deciso venerdì è solo l’inizio di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane. I Dipartimenti e le Scuole sono già al lavoro per predisporre i propri ‘piani di ripartenza’. Prima dell’apertura delle iscrizioni daremo un’indicazione precisa dei corsi e dei laboratori didattici erogati anche in presenza. Allo stesso tempo, inoltre, stiamo studiando interventi da mettere in atto per sostenere economicamente gli studenti più svantaggiati, ma per questo è fondamentale aprire un tavolo a cui siano presenti anche le rappresentanze studentesche”.

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