Fognature, via ai lavori per il tubone della Valdinievole

Prende forma l'accordo del Cuoio: in via di realizzazione anche due nuovi collettori

Una grande opera per il territorio del comprensorio del Cuoio e della Valdinievole.

Il 18 maggio rappresenta un giorno a suo modo storico per la fognatura e depurazione in Valdinievole e nel Basso Valdarno, con la consegna alla ditta incaricata dei primi lavori per la realizzazione del cosiddetto Tubone, il maxi-collettore fognario che una volta a regime convoglierà i reflui che arrivano al depuratore di Pieve a Nievole al depuratore di Aquarno, a Santa Croce sull’Arno, passando per i comuni di Monsummano Terme, Larciano, Lamporecchio, Cerreto Guidi e Fucecchio.

Gli obiettivi che intendono perseguire Acque SpA, Regione Toscana, Autorità Idrica Toscana, Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno e amministrazioni comunali del territorio, sono molteplici. Dal riorganizzare lo schema depurativo della Valdinievole e del Basso Valdarno, adeguando e razionalizzando il sistema fognario anche tramite la trasformazione degli attuali depuratori, a creare una infrastruttura-modello, intervallata da nuove stazioni di sollevamento, per garantire standard di qualità e quantità ancora più importanti. E poi ancora migliorare il “secondo tempo” del servizio, diminuire l’impatto ambientale dei reflui, e proteggere il Padule di Fucecchio mantenendone il deflusso minimo vitale in estate.

Il progetto

Il Tubone rappresenta la punta di diamante dell’accordo di programma per la tutela delle risorse idriche del Valdarno e del Padule di Fucecchio, il cosiddetto Accordo del Cuoio: un disegno complessivo da 143 milioni di euro. Il collettore avrà una lunghezza totale di 24 chilometri ed aggirerà il Padule partendo da nord, costeggiandolo lungo il lato est, e arrivando a sud al depuratore di Aquarno.

Sarà realizzato in ghisa, e avrà un diametro di 900 millimetri. Il costo complessivo dell’intervento è di circa 40 milioni di euro. Il progetto è stato diviso in 4 lotti funzionali partendo da Santa Croce sull’Arno e terminando a Pieve a Nievole. I depuratori attualmente in funzione lungo il tracciato (Uggia, Baccane, Stabbia) saranno trasformati in tre stazioni di sollevamento fognarie, che spingeranno i reflui verso l’impianto di Santa Croce.

Nei prossimi giorni la ditta incaricata procederà con l’allestimento del cantiere e con le attività propedeutiche ai lavori, che prevedono la costruzione del collettore dal depuratore di Stabbia fino a quello santacrocese. L’intervento entrerà nel vivo a luglio, con la realizzazione della prima condotta lunga circa 10 chilometri. Per altri due lotti (quelli nei tratti da Baccane a Stabbia e da Uggia a Baccane) sono state avviate le procedure di gara, per il quarto (Pieve – Uggia), il progetto esecutivo sarà completato entro luglio. Nel giro di un paio di mesi, dunque, il maxi intervento che ha avuto una lunga gestazione diventerà finalmente realtà. Una volta ultimato, il Tubone colletterà al depuratore di Aquarno circa 6,2 milioni di metri cubi annui di reflui, che arriveranno a più di 9 milioni con la realizzazione degli altri importanti collettori tra Pescia e Uzzano e tra Chiesina Uzzanese e Ponte Buggianese fino a Pieve a Nievole.

Gli altri collettori

Ci sono altri due macr-lotti di lavori che procedono spediti, contemporaneamente alla realizzazione del Tubone, e che prevedono la costruzione di altri ulteriori collettori fognari, per indirizzare i reflui della Valdinievole ovest al depuratore intercomunale di Pieve a Nievole e da qui al depuratore di Santa Croce grazie al Tubone stesso.

Il primo è il collettore fognario che collegherà il depuratore di Pescia a quello di Pieve: sarà lungo oltre 11 chilometri, per un importo complessivo dei lavori di oltre 8.6 milioni di euro, e permetterà di dismettere i depuratori di Traversagna, Bellavista, Pittini, Forone, Torricchio e Pescia. Il progetto è diviso in 3 stralci.

L’altro collettore in programma, la cui lunghezza sarà di oltre 13 chilometri con un importo complessivo dei lavori di oltre 8.7 milioni di euro, unirà i depuratori di Chiesina Uzzanese e di Fattoria (Ponte Buggianese) a Pieve a Nievole, con la relativa dismissione degli stessi due depuratori. Il progetto è suddiviso in 2 stralci funzionali comprendenti anche il collettore per la restituzione delle acque al Padule.

Il primo lotto dei lavori per il collettore Pescia-Pieve (riguarda il tratto Traversagna-Pieve) è già stato appaltato. Gli altri lotti sono in fasi di avanzamento diverse, ma per tutti c’è la ferma volontà di procedere con le gare per l’affidamento dei lavori entro la fine dell’anno. Questo garantirebbe il rispetto delle tempistiche secondo cui, entro il 2021, gli interventi per tutti i collettori – compreso il Tubone – dovrebbero poter giungere a conclusione.​

Il commento dell’assessore Fratoni

“Sono felice di chiudere questi anni del mio impegno in giunta con l’avvio di un cantiere che nell’arco di un paio di anni farà compiere un salto di qualità fondamentale nei servizi di aree densamente abitate e che ospitano distretti produttivi di livello internazionale”. Così l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni esprime la propria soddisfazione nel giorno in cui Acque Spa annuncia l’avvio della realizzazione del cosiddetto Tubone, il maxi-collettore fognario della Val di Nievole sul quale “proprio nella giornata odierna con un tempismo che definirei ‘alla rovescia’ – sottolinea l’assessore – qualcuno  denuncia ritardi”.

“Oggi – prosegue Fratoni – dopo mesi molto laboriosi si va a dare inizio a una delle principali opere nell’ambito della modernizzazione dei sistema idrico integrato toscano, dai presupposti ambientali molto rilevanti perché migliora l’uso della risorsa idrica limitando l’emungimento da falda e offre al tempo stesso una soluzione avanzata e definitiva a un sistema di depurazione vetusto che presenta limiti oggettivi di saturazione in particolare per le attività economiche dei territori coinvolti. Insieme a Ait, alle amministrazioni comunali e ad Acque Spa abbiamo svolto un lavoro complesso di cui sono fiera, che ci ha fatto raggiungere un traguardo atteso da tempo e che sarà fondamentale per il futuro di questi territori”.

 

 

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