Schiuma nel rio Malucco, interrogazione di Cambiamenti. Fattori: “Sono sversamenti accidentali”

L’assessore all’ambiente: “Si farà la ricavatura dei sedimenti e c’è un progetto per deviare il corso d’acqua”

“C’erano allacciamenti abusivi? Sono state emesse sanzioni? Il letto del rio è più alto del normale, cosa si intende fare?”. Sono queste le domande con cui Manola Guazzini, capogruppo di Cambiamenti in consiglio comunale a San Miniato, ha incalzato (ieri lunedì 29 giugno) il sindaco e l’assessore all’ambiente Marzia Fattori sul rio Malucco. Le domande sono lo specchio di alcune preoccupazioni emerse dopo il rinvenimento di acqua saponosa nel rio nel marzo di quest’anno (leggi qui).

Preoccupazioni che, almeno in parte, sono placate dalla risposta di Fattori, che sgombera dal campo delle ipotesi quella di eventuali allacci abusivi e parla, invece, di “sversamenti accidentali”. Inoltre, assicura Fattori, il consorzio di bonifica del basso Valdarno sta lavorando a un progetto da presentare alla Regione che comprende una deviazione del rio Malucco verso il rio Novo.

Dopo il sopralluogo di Arpat, lo scorso 11 marzo, è stato accertato che l’acqua saponosa e maleodorante proveniva dalla stazione di sollevamento delle acque di prima pioggia delle fognature bianche della zona industriale di Romaiano. “Essendo tale impianto – la ricostruzione di Guazzini nel testo dell’interrogazione – destinato a immettere nel rio esclusivamente acque meteoriche ed essendo possibile ipotizzare che la presenza di sostanza anomale sia dovuta a scarichi abusivi il comune, in quanto proprietario della fognatura, è stato invitato ad accertare la presenza di tali scarichi”.

Solo grazie all’intervento dei tecnici di Cuoiodepur si è accertato che l’impianto di pompaggio di una conceria non era funzionante a causa di un’otturazione da parte di materiali (sacchi di nylon e legni) che sono poi stati rimossi immediatamente. Cuoiodepur quindi, è estranea ai fatti e anzi è stato il soggetto che si è subito preoccupato di capire da dove arrivassero quelle sostanze finite nel rio Malucco. Del resto che amministratori e la stessa Cuoiodepur dicono da anni al Consorzio di bonifica che è necessario intervenire sul rio per migliorarne la funzionalità è cosa nota e proprio in questi giorni si stanno susseguendo una serie di incontri tra amministratori pubblici e consorzio di bonifica per vedere di riuscire ad attuare questi interventi che si attendono da più di 20 anni.

Infatti l’interrogazione di Cambiamenti riguarda anche un’altra evidenza emersa: quella del letto del rio, “che risulta di altezza superiore rispetto a quella normale e ciò determina un rischio di immissione nelle fognature. Il comune è stato invitato a ripristinare la quota adeguata del letto del rio. Non sarebbe necessaria una concertazione costante con gli enti responsabili per la manutenzione del rio?”.

Una concertazione che secondo l’assessore all’ambiente già c’è, grazie ai numerosi incontri tra l’amministrazione, il consorzio Cuoiodepur, il consorzio conciatori e il consorzio di bonifica del basso Valdarno. “Dopo il sopralluogo dell’11 marzo – ha detto Fattori – nel verbale di Arpat si chiede all’amministrazione comunale di individuare eventuali allacciamenti abusivi. Secondo quanto emerso successivamente non è opportuno parlare di allacciamenti abusivi quanto piuttosto di sversamenti accidentali di liquami o di acque contaminante che sono confluite nel sistema di captazione delle acque meteoriche”.

“Il protocollo di gestione – ha continuato l’assessore nella sua lunga risposta tecnica – prevede che in questi casi l’azienda si attivi immediatamente per provvedere alla bonifica dei tratti interessati dallo sversamento. Su questo episodio il consorzio Cuoiodepur non è stato tempestivamente informato dell’accaduto per procedere a un sopralluogo ed eventualmente richiedere un intervento di contenimento e bonifica a una ditta. A posteriori si è appurato qual è stata la causa delle immissioni, individuando l’azienda coinvolta nella circostanza che pur avendo intrapreso azioni di contenimento e bonifica non aveva tempestivamente avvisato Cuoiodepur. Il consorzio ha proceduto al richiamo dell’azienda per una maggiore attenzione”.

Un “fatto increscioso ma accidentale” secondo l’amministrazione che in consiglio comunale ha fatto un excursus del funzionamento del sistema di raccolta e adduzione delle acque. “Sono in esercizio – ha detto Fattori – due stazioni consortili di captazione delle acque meteoriche di prima pioggia (ampt) che vengono sollevate e inviate verso il trattamento nell’impianto di depurazione. Potrebbero essere presenti in queste eventuali composti derivanti dalle superfici contaminate”.

Sull’innalzamento del letto, invece, Fattori ha spiegato che “è dovuto all’accumulo di sedimenti per il quale si crea un battente idraulico che favorisce un continuo ritorno di flusso verso la vasca e la fognatura bianca”. Il rio Malucco richiede quindi un intervento di rimozione dei sedimenti presenti per ripristinare la sua capacità e funzionalità idraulica. “Questa criticità – ha detto Fattori – si trascina da molto tempo, considerato che l’ultima ricavatura del rio è avvenuta nel dicembre 2006 ed è stata affrontata anche dalle precedenti amministrazioni, di cui il consigliere Guazzini è bene a conoscenza avendo ricoperto anche il ruolo di assessore all’ambiente e di consigliere delegato per il comune di San Miniato nel cda di Cuoiodepur. Sarà opportuna un’azione concertata con tutti i portatori d’interesse per lo smaltimento e recupero dei sedimenti, individuando anche aziende locali. È stato affrontato il problema della ricavatura del rio, che in ogni caso non sarebbe risolutiva: le problematiche del rio sono legate anche alla presenza di una soglia sotto la ferrovia che oltre a non far defluire le acque sarebbe causa in poco tempo a un nuovo rialzamento del fondo”. Per questo il consorzio di bonifica “sta lavorando alla presentazione alla Regione di un progetto che prevederebbe anche la deviazione del rio Malucco su rio Novo”.

“Proprio perché c’ero – ha ribattuto Guazzini alla frase che riguardava il suo passato da amministratrice – mi pare che dal 2015 di passi avanti se ne siano fatti pochi. Al di là di qualche enunciazione generica, le rassicurazioni sono poche”. In ogni modo, preso atto della risposta tecnica molto articolata, Guazzini reputa una “caduta di stile” il riferimento alle sue cariche politiche in passato: “Si deve dire che Guazzini è stata nel cda di Cuoiodepur. E quindi? Che vuol dire? Non posso fare domande per questo?”.

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