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Sicurezza, c’è il progetto per via Maremmana: finanziata la prima tranche dei lavori

Allo studio anche piste ciclabili perché dalla mobilità dipende la fruizione dei servizi delle zone più periferiche

“Sulla sicurezza stradale stiamo iniziando la progettazione anche per prendere finanziamenti, a partire dalle situazioni più pericolose come via Maremmana. C’è già il progetto unico di messa in sicurezza di tutta la strada da realizzare a stralci”.

Lo annuncia il sindaco di San Miniato Simone Giglioli precisando che “È chiaro, va realizzato un po’ alla volta perché soltanto con le risorse comunali non si riesce a coprire tutto con un solo intervento. Una prima tranche è già finanziata per 100mila euro. Si partirà probabilmente dalla parte di Ponte a Egola o da Ponte a Egola e da La Serra simultaneamente. I 100mila euro sono interamente risorse comunali e serviranno per la nuova segnaletica illuminante e nuovo asfalto in diversi punti”

Via Maremmana è una delle arteria principali di San Miniato e la sua posizione strategica e la sua densità veicolare la rendono una di quelle strade su cui sono puntati i riflettori. Per questo in uno degli ultimi consigli comunali, i consiglieri di San Miniato hanno approvato all’unanimità una mozione sulla messa in sicurezza di via Maremmana e via primo maggio.

Come ha ricordato il capogruppo del Partito democratico Marco Greco, “chiunque siede in quest’aula ha portato nel proprio programma elettorale un punto sulla sicurezza stradale”. E forse per questo la mozione, che già era nata dal dialogo tra la maggioranza e il gruppo di opposizione Cambiamenti, ha trovato la più ampia convergenza possibile.

Via maremmana, infatti, come ha ricordato Manola Guazzini, capogruppo di Cambiamenti, è il principale collegamento tra la Valdegola e l’area urbanizzata di San Miniato, quindi Ponte a Egola, ma anche verso tutti gli altri paesi del distretto. Dunque, la sistemazione andrebbe a favore del traffico veicolare per i cittadini che si recano ogni giorno al posto di lavoro, ma questo non è l’unico tema da tenere in considerazione. La messa in sicurezza, infatti, secondo lo sguardo dell’urbanista, andrebbe a collegare il polmone verde di San Miniato, la Valdegola, con le altre aree più “cittadine”, per così dire. Un beneficio, quindi, di natura anche paesaggistica e di mobilità intercomunale che permette di mettere in collegamento tra loro diverse frazioni.

D’altra parte, sin dalla sera stessa della sua elezione di un anno fa, il sindaco Simone Giglioli aveva promesso che in questo mandato avrebbe messo mano a via Maremmana.

L’approvazione è venuta da entrambe le parti: “Accantoniamo la polemica politica – ha detto Greco – e speriamo che ai livelli istituzionali più alti mettano da parte la burocrazia. Si sa, per le opere pubbliche serve tempo”. Decisamente condivisibile anche la proposta che viene dai banchi della Lega e dal consigliere Gregorini che getta sul tavolo della discussione l’idea di una pista ciclopedonale a fianco della carreggiata. “La pista – ha detto Gregorini – valorizzerebbe la Valdegola come polmone verde e contribuirebbe alla messa in sicurezza. Non dico che la pista debba essere necessariamente continuativa, ma ci sono tratti che si prestano a un’opera di questo genere per stimolare la mobilità dolce”. Certo, la pista ciclabile sarebbe il coronamento di quell’arteria anche se probabilmente i costi di realizzazione dell’opera sarebbero insostenibili per il Comune, come ha in sintesi spiegato il sindaco.

Senz’altro bisogna render merito alla collaborazione e alle soluzioni unanimi, soprattutto se si tratta della sicurezza. E a tal proposito, se si parla di via Maremmana, il pensiero non può che andare a Raghi Cioni, il ragazzo investito e ucciso nel 2016 proprio su quella strada.

Sulle piste ciclabili, tuttavia, il dibattito rimane aperto. Se non in via Maremmana, sono allo studio altre arterie strategiche di San Miniato che possono essere collegate tra loro per favorire la mobilità sostenibile. “Sono in corso i lavori sulla ciclopista dell’Arno – ha detto Giglioli – e in ballo c’è anche il collegamento centro storico San Miniato Basso a opera del Comune. Così come il collegamento tra Ponte a Egola e Ponte a Elsa, magari sfruttando il polo di Casa Bonello”.

La questione della mobilità però non è fine a se stessa: dalla mobilità dipende la fruizione dei servizi delle zone più periferiche. Servizi come le scuole, le società sportive e culturali che spesso restano in piedi appesi a un filo e che devono affrontare la più complessa dinamica dello spopolamento. Dinamiche che si possono osservare anche a San Miniato. “Le scuole nelle frazioni più esterne del territorio io le difendo – ha detto il sindaco Giglioli -. Sono servizi che servono alla cittadinanza anche per evitare lo spopolamento. Lo stesso vale per il teatro Quaranthana: il fatto che sia a Corazzano, in una frazione piccola, io non lo considero un demerito. Anzi, secondo me è una marcia in più: quel teatro fa cose che trovi soltanto lì, fa parte della comunità e del tessuto sociale. Detto questo, i servizi stanno in piedi se i cittadini ne usufruiscono. Certo non si può pretendere di avere gli stessi servizi nelle zone più popolose anche perché a rimetterci è la qualità della vita. Poi anche San Miniato Basso che ha una conformazione più tipica della città, ha il suo polmone verde che è il lago di Roffia”.

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