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“Una persona di cui ti fidavi subito, che non si tirava mai indietro”

Gli amici cacciatori ricordano Stefano nel giorno del funerale

Una grande folla e tanta commozione hanno dato l’ultimo saluto questa mattina 8 luglio a Stefano Fossetti, morto nella sua Montopoli Valdarno. Il 52enne, dipendente della santacrocese Biokimica e molto noto in paese, dove viveva con la sua famiglia, ha smesso di combattere lunedì contro una rara malattia ai polmoni, che se l’è portato via mentre era ricoverato all’ospedale di Careggi (qui). .

Una persona che si faceva voler bene, Stefano, legata a una comunità che anche nell’ultimo saluto, ha risposto con una larghissima partecipazione e tanta commozione. Un ricordo e una stretta attorno alla famiglia che gli hanno voluto tributare soprattutto gli amici di una vita, che con lui condividevano la passione per la doppietta. Un hobby che esercitava con il gruppo di Palazzetto di Siena, ma anche insieme agli amici montopolesi e martigiani.

“Una persona di cui ti fidavi subito, che non si tirava mai indietro” lo ricordano commossi Federico Zerboni, Fabio Costagli, Luigi Marzini e Giuseppe Buccella, delle sezioni montopolesi di Federcaccia, insieme a Marcello Mannucci e Simone Betti, dei club dei cinghialai e della zona di Ripopolamento di Varramista. “Ragazzo serio – ricordano -, di quelli che sembravano non fermarsi mai. Una persona sempre disponibile, brava nel suo lavoro e sempre al pezzo nelle tante cose da fare in Varramista coi contenimenti e non solo, dove, con Moreno Duccini sono stati preziosissimi per tanti anni. Senza di lui non sarebbe stata la stessa cosa”.

Una passione, la caccia, alla quale associava quella per sport come la pallavolo, gioco preferito della figlia Anita. Con lei, oggi, lascia la moglie Barbara. “Siamo vicini a tutta la sua famiglia – dicono gli amici –. Stretti nel loro dolore. Ci mancherà”.

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