“Trema al passaggio dei tir”, il ponte sul Chiecina visto da sotto foto

Un'interrogazione della Lega dopo i dubbi di Ferrucci

Rispetto a 20 o 30 anni fa, il volume di traffico è praticamente triplicato. Siamo passati da poco più di 5mila veicoli al giorno agli attuali 15mila, di cui ben il 10% composto da tir, autoarticolati e mezzi pesanti in genere. Eppure il ponte è rimasto sempre quello: progettato per il solo traffico della Tosco Romagnola, è divenuto dagli anni ’90 il perno dello svincolo FiPiLi di Montopoli Valdarno, punto di passaggio obbligato per tutti i veicoli che entrano o escono dalla superstrada, costretti in molti casi a transitare su quel ponte prima in un verso e poi nell’altro.

È il ponte che supera il torrente Chiecina all’uscita FiPiLi di Capanne, dove la recente pulizia delle sponde e i lavori per la riparazione della fognatura proveniente da Marti, hanno praticamente messo a nudo tutti segni del tempo. Non è un bel colpo d’occhio, infatti, quello che si osserva camminando sotto le due campate del ponte, con la struttura in cemento vistosamente usurata, tanto da lasciare scoperti ampi tratti dell’armatura in ferro completamente ossidati. Uno scenario preoccupante, che diventa da brividi si ti ritrovi sotto il ponte al passaggio dei mezzi pesanti, quando la terra sotto i piedi e l’intera struttura iniziano ad oscillare come in un piccolo terremoto. Da qui l’allarme e le preoccupazioni, lanciate pochi giorni fa da Mario Ferrucci, che vive proprio di fronte a quel ponte, per denunciare le vibrazioni che si avvertono fin dentro le mura di casa, col rischio di provocare danni alle stesse abitazioni vicine. Un problema che Ferrucci ha segnalato in una mail inviata agli uffici regionali di Anas, all’attenzione dell’ingegner Damiano Menchise, sottolineando all’ente proprietario della strada come “tale manufatto risulti in evidente stato di deterioramento”.

In attesa di una risposta, i consiglieri comunali dalla Lega hanno deciso di portare la questione anche in consiglio comunale, attraverso un’interrogazione depositata pochi giorni fa, nel pieno del recente dibattito sul futuro dello svincolo di Montopoli innescato dalle proposte dell’ex geometra del Comune Etelbo Arzilli (qui), ma anche a pochi giorni dalla chiusura del tratto di via Puglia che passa sotto il cavalcaferrovia di San Romano (qui).

Un tema caldo insomma, sul quale i consiglieri della Lega chiedono all’amministrazione una maggiore attenzione, ricordando che per quanto il ponte sia di competenza Anas, i Comuni sono comunque tenuti “a predisporre un sistematico controllo delle condizioni statiche e di buona conservazione dei ponti”, come previsto da una circolare ministeriale del 1967.

“La sequenza dei crolli di infrastrutture stradali italiane sta assumendo da alcuni anni un carattere di preoccupante regolarità – scrivono i consiglieri Silvia Squarcini, Lara Reali e Cristiano Bertagni -. L’elemento in comune è l’età media delle opere: gran parte delle infrastrutture viarie italiane (specie i ponti stradali) hanno superato abbondantemente i 50 o 60 anni di età, che corrispondono alla vita utile associabile alle opere in calcestruzzo armato realizzate con le tecnologie disponibili nel secondo dopoguerra”.

Nel caso specifico del ponte sul Chiecina, su cui da anni non viene eseguito alcun intervento di manutenzione, “la struttura è stata progettata e realizzata secondo vecchie normative e per bassi volumi di traffico – si legge nell’interrogazione – tanto che allo stato attuale non presenta più i requisiti di sicurezza rispetto al Nuovo codice della strada per la larghezza delle corsie, la mancanza di banchine e di protezioni adeguate, oltre a presentare uno stato di deterioramento strutturale evidente. Tuttavia un’eventuale limitazione del traffico o una chiusura di tale ponte per motivi di sicurezza, metterebbe in seria difficoltà tutta l’area del comprensorio, generando anche gravi danni economici alle attività locali”.

Da qui l’interrogazione al sindaco, innanzitutto per sapere “se ritiene che il suddetto ponte dia garanzie di stabilità – si legge – fornendo gli atti che documentano l’idoneità di tale struttura al tipo di traffico che lo attraversa”, ma anche “se è a conoscenza o in possesso ponte di un certificato di collaudo statico, se sono state fatte comunicazioni scritte all’ente gestore per evidenziare eventuali criticità o per richiedere informazioni, nonché per sapere se ritiene di prendere provvedimenti o mettere in atto qualche azione verso l’ente gestore per garantire maggiore  sicurezza e prevenire eventuali problemi causabili da improvvisi cedimenti strutturali del ponte”.

Un invito all’attenzione che la Lega intende comunque allargare a tutte le infrastrutture del territorio comunale e in particolare all’area dello svincolo di Capanne, dove pure “la struttura della viadotto della FiPiLi – dicono i consiglieri – inizia a mostrare i segni del tempo”.

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