Nuove aule e più grandi, una classe farà lezione al museo archeologico: il piano di San Miniato per far ripartire la scuola foto

Entro settembre saranno fatti lavori di edilizia leggera. La sfida è ripensare spazi e didattica e investire in formazione, in sicurezza

Ripensare gli spazi e la didattica, investire in formazione e, soprattutto, farlo in totale sicurezza. Questa la complessa sfida sulla scuola a cui si sta preparando San Miniato con i suoi plessi sparsi su tutto il territorio che dai primi giorni di settembre torneranno ad accogliere gli alunni in presenza.

È stato presentato stamattina 6 agosto il piano per il rientro in aula, che riguarda gli oltre 3mila bambini e ragazzi iscritti, elaborato dal comune di San Miniato in collaborazione con La bottega di Geppetto e gli istituti comprensivi Buonarroti e Sacchetti. A illustrarlo c’erano l’assessore alla scuola, Giulia Profeti, ai lavori pubblici, Marzia Fattori, il sindaco Simone Giglioli, il dirigente del Buonarroti Cataldo Domina, la vicepreside del Sacchetti Simona Della Maggiore e la responsabile dei servizi educativi comunali Barbara Pagni.

La questione non è soltanto quella dei banchi nuovi e del distanziamento necessario: tutti gli attori coinvolti hanno dovuto far quadrare una serie di aspetti di varia natura. Dal tipo di didattica, che vedrà un focus sugli spazi esterni, ai punti di accesso differenziati o con orari scaglionati per evitare congestionamenti, fino agli interventi di edilizia leggera (per un valore di 130mila euro) per creare nuove aule o adeguare quelle già esistenti. Considerando anche quei servizi collaterali come la mensa, il trasporto, l’organico e via dicendo.

Una panoramica su tutti i cambiamenti in vista l’ha fatta Giulia Profeti, assessore alla scuola: “Nel rispetto delle linee guida – ha detto Profeti – ci sarà una costante igienizzazione. In tutti i plessi siamo riusciti a ricavare nuove aule o ampliare quelle avevano bisogno di più spazio. Sarà fatta anche una formazione sulla sicurezza al personale e sarà avviata una campagna informativa sui giusti comportamenti da tenere”. Sul fronte della didattica, l’impronta sarà più “laboratoriale – continua Profeti –. Un progetto innovativo partirà per la classe seconda della primaria Collodi di Ponte a Elsa, che farà lezione nell’area del museo archeologico di San Genesio”.

Non ci sarà nemmeno la mensa come siamo abituati a conoscerla: si pranzerà in classe. Nei locali dei refettori in alcuni casi sono state ricavate nuove aule. Proprio per evitare contatti troppo ravvicinati, gli spazi comuni saranno limitati: “Garantiremo il pranzo a tutti – ha detto l’assessore – con lo sporzionamento in loco, cioè in classe. Continueremo a fornire prodotti di qualità e a chilometro zero e ci sarà l’igienizzazione del banco prima e dopo aver mangiato”.

In diversi plessi i punti di accesso e di uscita saranno moltiplicati e, se questo non dovesse essere sufficiente a evitare assembramenti, è allo studio anche un piano di orari di ingresso e uscita scaglionati. Sul trasporto scolastico, invece, ancora non ci sono linee guida ufficiali, ma, conclude Profeti, “vogliamo mantenere tutti i percorsi garantiti lo scorso anno, prevedendo corse anche da San Romano e San Donato verso la scuola secondaria inferiore di Ponte a Egola, e da Isola e Roffia verso la scuola secondaria inferiore di San Miniato Basso“.

È stato un lavoro di coordinamento tra l’ufficio scuola e quello dei lavori pubblici, insieme agli istituti “in tempi ridottissimi”, ha detto il sindaco Simone Giglioli. Anche gli interventi edilizi, finanziati con fondi del ministero dell’istruzione per 130mila euro, sono sempre stati concordati con i dirigenti. “È edilizia leggera – ha spiegato Marzia Fattori, assessore ai lavori pubblici – quindi facilmente reversibile, si può tornare agli spazi di prima non modificano il comportamento strutturale dell’edificio. In linea di massima, per gli edifici coinvolti gli interventi riguardano la demolizione di alcune pareti, l’uso dei locali mensa come aule e il rifacimento e adeguamento degli impianti elettrici. I lavori per il museo di San Genesio non sono compresi nei fondi del Miur, ma sono stati finanziati con circa 20mila euro di risorse comunali”. Le scuole interessate dai lavori sono la primaria Galilei (24mila euro) e la secondaria di primo grado Buonarroti (17mila) di Ponte a Egola, la primaria Collodi (7mila) di Ponte a Elsa, la primaria Da Vinci e la secondaria di primo grado Sacchetti di San Miniato (68mila), la primaria Don Milani (8mila) e la secondaria di primo grado Rodari (11mila) di San Miniato Basso.

“Il distanziamento – ha detto il preside dell’istituto Buonarroti Cataldo Domina – dovrà essere costante. Abbiamo preso banchi e sedie di dimensioni ridotte e abbiamo chiesto organico aggiuntivo sia tra il personale docenti che tra il personale Ata. Anche per noi è tutto inedito e quindi si modificheranno tutti gli aspetti organizzativi della didattica. In tutto, abbiamo chiesto 8 docenti e 5 collaboratori nuovi”. Numeri simili anche per l’istituto Sacchetti: il personale aggiuntivo servirà anche per presidiare i nuovi punti di accesso. “La logica d’intervento che abbiamo adottato – ha detto Simona della Maggiore, vicepreside dell’istituto Sacchetti – non è stata quella emergenziale: abbiamo cercato di guardare a lunga scadenza per interventi migliorativi negli anni. Anzi, certe linee di indirizzo si pongono in continuità con processi già avviati, come la didattica all’aperto”. Sui punti d’ombra che rimangono, assicurano i due istituti, serve aspettare le linee guida del ministero. Non appena ci sarà un quadro completo le famiglie saranno avvisate e coinvolte nelle modalità del rientro a scuola.

Sicuramente uno dei progetti più innovativi è quello per la classe della scuola Collodi di Ponte a Elsa che farà “lezione al museo”. Quella classe, come ha spiegato Della Maggiore, è stata scelta “per le sue dimensioni ridotte, 15 alunni, e perché ha un team docenti che aveva già esperienze di questo tipo. Tuttavia, questo non vuol dire perdere l’unità della scuola: abbiamo chiesto la creazione di un camminamento tra la scuola e lo scavo di San Genesio di poche centinaia di metri”.

Sul tema è tornato anche il sindaco Giglioli, visto che, tra tutte le scuole del territorio, quella di Ponte a Elsa è quella più periferica e con una situazione di criticità già nota. “Sul progetto di collegamento – ha detto il sindaco – faremo un incontro dedicato anche con l’università di Pisa che cura gli scavi. Questo nasce dalla volontà di stabilizzazione, ma il progetto della nuova scuola a Ponte a Elsa rimane, non viene meno con questi interventi: speriamo che la Regione Toscana lo riesca a finanziare”.

Una volta riaperte le scuole, non mancheranno i punti critici: quest’anno, infatti, nel mese di settembre, si voterà per le elezioni regionali. Quindi, una settimana dopo il rientro, i ragazzi rimarranno di nuovo a casa per l’allestimento dei seggi elettorali. “Qualcuno – ha detto con vena polemica Giglioli – aveva suggerito di allestire i seggi in altri edifici diversi dalle scuole: per le normative è impossibile. Noi, abbiamo chiesto alla prefettura di spostare il seggio di San Miniato, quello al Cattaneo, in via Roma. È sempre in una scuola, ma almeno invece di bloccare 30 classi ne blocco 8”.

Al di là degli appuntamenti elettorali in programma, l’esperienza di San Miniato sulla scuola sembra essere piaciuta anche alla Regione. “Abbiamo portato il nostro contributo – ha spiegato Barbara Pagni, responsabile dei servizi scolastici comunali – a un tavolo promosso dalla Regione per l’area dell’infanzia 0-6”.

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