Servizio idrico in Toscana, Calvetti (Lega): “Bollette alte e servizio scadente”

“Dove finiscono i soldi che pagano i cittadini?"

“Fare acqua da tutte le parti è un’espressione che ha il significato di ‘non adempiere alla propria funzione’ e in Toscana tale detto è quanto mai calzante se ricondotto alla gestione del sistema idrico. Per non farci mancare niente i cittadini toscani sono anche quelli che in Italia pagano le bollette fra le più alte. Potremmo anche accettare di pagare un costo maggiore, a fronte però di un ammodernamento delle infrastrutture e di adeguate manutenzioni, in sintesi, a fronte di una maggiore qualità del servizio idrico. In realtà non accade neanche questo. La Toscana ha il 37% di dispersione idrica che è un dato che dimostra la vetustà degli impianti e la mancanza di una adeguata manutenzione”. Così Beatrice Calvetti, consigliera comunale della Lega a San Miniato e candidata alle elezioni regionali di settembre.

“Forse – continua Calvetti – più che i dati parlano le evidenze: molte sono le segnalazioni nelle nostre città di continue e reiterate perdite d’acqua. Il comprensorio del cuoio non è certo risparmiato da questo problema. È di pochi giorni fa la notizia che a Santa Croce sull’ Arno si è lesionato un tubo che porta l’acqua ad un serbatoio di emergenza. La rottura ha causato l’immediato allagamento delle aree circostanti e ha richiesto l’intervento urgente di personale specializzato.

Se così stanno le cose, bollette alte e investimenti inadeguati, dove vanno a finire i tanti soldi che paghiamo in bolletta? A queste domande dovrebbero rispondere i nostri amministratori di centrosinistra, magari con l’occasione potrebbero anche chiarirci il motivo per cui non è mai stato dato seguito al referendum del 2011 con il quale i cittadini si espressero a favore dell’acqua pubblica, e inoltre dovrebbero spiegare come mai non sono stati centrati gli obbiettivi del programma 2015 nel quale si prevedeva una diminuzione delle bollette e la nascita di un gestore unico”.

“Crediamo – dice ancora la consigliera d’opposizione – che le idee siano poco chiare in Regione dove per altro da inizio anno è tornato di moda lo slogan ‘occorre l’acqua pubblica’ (ma non dimentichiamoci che è stato proprio il centrosinistra a privatizzate l’acqua). Evidentemente il profumo delle elezioni ha fatto cambiare idea sul tema. Ma in questa nuova visione perché il centrosinistra non spiega cosa intende dire quando parla di una ‘holding’ pubblica come unico gestore e soprattutto dove troverà i 400 milioni di euro necessari per liquidare i soci privati? In realtà la sensazione è quella che avremo, se la sinistra continuerà a governare la Toscana, bollette future sempre più pesanti e un servizio idrico sempre più scadente”.

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