Eccidio del Padule di Fucecchio, alla commemorazione anche la viceconsole tedesca foto

La giornata dedicata alle vittime

La viceconsole tedesca Tatjana Schenke Olivieri è arrivata da Milano e la sua giornata fucecchiese è iniziata al mattino col ricevimento in Comune dove ad accoglierla c’erano il sindaco Alessio Spinelli, la vicesindaco Emma Donnini e l’assessore alla memoria Daniele Cei. Un incontro cordiale che ha preparato le tappe pomeridiane da Massarella al Padule di Fucecchio, nei luoghi della memoria. Monumenti, lapidi, cippi. Qui tutto ricorda il 23 agosto del 1944.

Anche i nomi delle strade e delle piazze. I toponimi, tra radure e specchi d’acqua, rimandano a quelle famiglie che qui vivono da sempre e che una mattina di 76 anni fa furono sconvolte dal suono prorompente dei mitra. Le placide acque del Padule in poche ore si trasformarono in fiumi di sangue: 174 vite spezzate, famiglie intere distrutte per sempre. I tedeschi tornarono al comando di Chiesina Uzzanese per annunciare che avevano ucciso tanti partigiani. Una falsità, su quelle in fondo si basano le guerre. Di partigiani uccisi neanche uno. A morire sotto i colpi di arma da fuoco furono bambini, donne e anziani.

Oggi Germania e Italia sono paesi amici e alleati, la viceconsole tedesca si commuove di fronte ai nomi e all’età di quelle persone uccise dall’esercito nazista in ritirata. Le parole durante la commemorazione nel Giardino della Memoria sono dolci, cariche di umana pietà. Ascolta in silenzio le testimonianze dei sopravvissuti e le bellissime frasi dei ragazzi del gruppo #fucecchioèlibera. Giovani che hanno compreso il significato più profondo di questa commemorazione che ogni anno ricorda la barbarie di quel tragico evento: l’Eccidio del Padule di Fucecchio. È importante ricordare, la memoria è il primo antidoto al tragico ripetersi della storia. Per questo la regista Firenza Guidi, che qui è nata, chiude la commemorazione con una lettura/performance che rende merito a tutti coloro che negli anni si sono impegnati per tener viva questa memoria. Il sole tramonta su questo angolo appartato di Toscana. La console tedesca riparte per Milano. L'”Eccidio” si trasforma in spettacolo teatrale nel verde del parco Corsini. Il testo di Riccardo Cardellicchio per la regia di Enrico Falaschi, con adattamento di Andrea Mancini, tiene tutti col fiato sospeso. Sono passati 76 anni ma è impossibile dimenticare.

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