Trasporti scolastico, Sequi cerca autisti e il Ctt Nord “affitta” 200 bus per la provincia di Pisa

Distanziamento, mascherine e giri in più anche per gli scuolabus

La regola diffusa ad agosto dal Governo, in allegato all’ultimo decreto del Presidente del consiglio, stabilisce che per viaggiare sugli autobus adibiti al trasporto scolastico la mascherina da sola non basta: se il viaggio dura più di 15 minuti è necessario rispettare anche il distanziamento di un metro, di fatto dimezzando i posti a sedere e lo spazio per quelli in piedi, con una capienza massima che non supererà il 60% del totale. È su questo che si sta giocando un braccio di ferro fra Governo e Regioni, convinte dell’impossibilità di garantire con queste regole un servizio efficiente che riesca a portare a scuola tutti, se non mettendo in campo tanti mezzi in più e altrettanti soldi pubblici. Da Roma sono attese quindi delle linee guida definitive, previste entro il 7 settembre, che dovrebbero dare finalmente un quadro dettagliato e cui attenersi.

Nell’attesa, però, aziende di trasporto e amministrazioni locali sono al lavoro da settimane per rispettare le regole sanitarie fissate ad agosto, che valgono sia per gli scuolabus gestiti dai Comuni sia per le linee di trasporto pubblico verso le scuole superiori. E sono proprio quest’ultime ad alimentare le maggiori preoccupazioni, specie in un territorio come quello del Valdarno, dove gli autobus del trasporto scolastico viaggiano da sempre stracolmi di ragazzi verso i poli di Pontedera, Empoli, San Miniato e Fucecchio.

Basta un dato, del resto, per rendersi conto di cosa significa far viaggiare i mezzi al 60%: nella sola provincia di Pisa, l’azienda Ctt Nord ha già sottoscritto accordi con i vettori privati per prendere “in prestito” più di 200 autobus, con relativi autisti, da mettere su strada lungo le rotte scolastiche. “Solo nel nostro caso, oltre a quelli convenzionati, Ctt Nord ce ne ha chiesti 5”, spiega Stefano Sequi, titolare dell’omonima azienda di autolinee con sede a Santa Croce sull’Arno.

Del resto, se le regole non saranno “annacquate” per accontentare le Regioni, su ogni autobus potranno salire solo 40 studenti o poco più. “I nostri mezzi, considerando anche i posti in piedi – spiega Sequi – hanno una capienza massima di 75 persone. Rispettare il metro di distanza significa utilizzare solo un seggiolino ogni 2, a meno che sullo stesso autobus non ci siano due fratelli o due studenti dello stesso nucleo familiare. Anche chi sta in piedi, però, deve rispettare sempre la distanza di un metro e ovviamente indossare la mascherina”.

Per questo le aziende di trasporto pubblico sperano nella sensibilità delle scuole, attraverso orari di ingresso e di uscita scaglionati che consentano di usare lo stesso autobus per più viaggi. “A San Miniato le scuole si stanno organizzando in questo senso – riprende Sequi – anche per evitare l’assembramento dei ragazzi nel piazzale antistante, soprattutto nel caso del Cattaneo. Quello che chiediamo, però, è che le scuole partano subito con gli orari definitivi, in modo da permetterci di correggere e calibrare il servizio in base a come sono distribuiti gli studenti, perché al momento insieme a Ctt ci siamo basati sui numeri dello scorso anno”.

Di sicuro servirà una fase di rodaggio, in attesa di capire quali saranno le regole definitive che il Governo chiederà di rispettare. “Da settembre saremo tutti ‘al fronte’, tutti i giorni, per monitorare la situazione”, conclude il titolare della Sequi, dove per sopperire al nuovo carico di lavoro ci sarà anche bisogno di qualche autista più. “Stiamo cercando personale – rivela – da assumere con contratti a tempo almeno fino a dicembre, in attesa di capire come andrà avanti la situazione e quali saranno le regole definitive”.

Gli scuolabus

Più semplice, anche se non meno confusa, la situazione del trasporto scolastico gestito dai Comuni verso le scuole dell’infanzia e le scuole primarie. In questo caso tutti i tragitti si svolgono entro i confini comunali, tanto che ogni amministrazione si sta organizzando per conto proprio, in base alle caratteristiche del proprio territorio, in attesa anche in questo caso di sapere se il distanziamento di un metro sarà confermato o ridotto.

“Alla fine di luglio, in base alle norme della Regione, sembrava che la mascherina fosse sufficiente per poter riempire i mezzi fino al massimo della capienza – spiega l’assessore ai servizi educativi di Santa Croce Elisa Bertelli -. L’allegato al Dpcm di agosto, che introduce il distanziamento di un metro, ci ha costretti invece a rivedere e rimodulare il servizio. Abbiamo comunque la fortuna di avere un territorio compatto, con una sola frazione e alla fine dovremmo solo incrementare di un paio di giri in più. In ogni caso restiamo in attesa delle nuove direttive: finché non sappiamo quali sono le regole certe è difficile, ma siamo comunque pronti a rimodulare il servizio con le scuole e con Sequi non appena arriveranno”.

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