Turismo, gli albergatori del Comprensorio: “Crollo di presenze straniere, ‘salvati’ dagli italiani”

Gli effetti dell'emergenza sul comparto. Pesa anche il ritardo o il mancato arrivo dei sussidi per gli imprenditori che hanno perso fatturato

Ad accusare il colpo sono state le strutture abituate a lavorare quasi esclusivamente con una clientela straniera. Niente americani, niente asiatici e stavolta neppure troppi europei, ad accezione del solo mese di agosto quando tutti i posti disponibili sono stati occupati. È andata molto meglio, invece, a chi è abituato ad ospitare famiglie italiane, magari anche con prenotazioni dell’ultimo minuto, alla ricerca – mai come quest’anno – di posti lontani dal caos e non troppo distanti da casa. Sta tutta qui la linea che divide i commenti fra gli imprenditori turistici del Valdarno nell’anno del Covid-19, tra chi tutto sommato ha tirato un sospiro di sollievo nonostante la pandemia e chi invece parla di un’annata nera da dimenticare.

Arrivati ai primi di settembre, del resto, è già possibile tracciare un primo bilancio sull’estate ormai agli sgoccioli, soprattutto fra le strutture ricettive votate quasi esclusivamente ad una clientela che si muove per svago e non per lavoro, alla ricerca di qualche giorno di relax fra le colline toscane. È il caso del piccolo agriturismo Settesoldi di Bucciano, affacciato sulle colline della val di Chiecina: 3 camere in tutto, rimaste quasi sempre vuote fino ai primi di luglio. “Perché noi siamo abituati a lavorare al 90% con gli stranieri – racconta Sergio Settesoldi -. Tra loro tantissimi americani e asiatici che hanno dovuto ovviamente annullare le prenotazioni. Così ad aprile e maggio non abbiamo avuto nessuno, a giugno è arrivata pochissima gente mentre qualcosa ha iniziato a riprendersi a luglio, ma pur sempre con un calo del 70% rispetto allo scorso anno. Solo ad agosto abbiamo lavorato a pieno regime, forse con una leggera flessione, mentre settembre sembrava un altro mese tragico ma adesso si sta riprendendo grazie soprattutto a tedeschi, svizzeri e danesi”. Per ottobre, invece l’agriturismo può contare al momento su 11 notti prenotate su un totale di 90: “In ogni caso niente a che vedere con gli altri anni – spiega Settesoldi – quando lavoravamo al completo praticamente da marzo a dicembre. Gli americani ad esempio sono abituati a viaggiare anche in periodi che per noi sono di bassa stagione: l’ultima cancellazione, pochi giorni fa, è di una coppia che sarebbe venuta a novembre”.

A tutto questo si aggiunge poi il nodo degli strumenti di aiuto messi in campo dal governo, giudicati insufficienti dagli albergatori, senza contare i rischi e i pericoli di chi alla fine è costretto in un modo o in un altro a continuare a lavorare nella speranza di recuperare qualcosa. “Da quando è iniziata la pandemia – riprende Settesoldi – ho preso solo mille euro, quelli che venivano dati se accusavi un calo di fatturato superiore del 30%. Nel mio caso il mio calo era del 100%, ma dopo quei soldi non ho visto più nulla, mentre ho continuato a pagare le imposte sul reddito, la Siae e i contributi. Senza contare che ho 73 anni e quindi sono da considerare un soggetto a rischio, eppure ho dovuto continuare a lavorare col timore che qualche cliente potesse contagiarmi. Anche questo è un aspetto che secondo me meriterebbe una riflessione, ma in questi mesi non ne ho mai sentito parlare”.

In compenso, a quanto pare, non sono mancati i controlli nelle strutture ricettive del comprensorio per verificare il rispetto delle disposizioni anti Covid. È il caso dellagriturismo Marrucola di San Miniato, dove in questi mesi sono arrivati sia i Nas che l’ispettorato del lavoro. “Per fortuna ci siamo appoggiati a degli studi che ci avevano istruito su tutti i dispositivi e sulla cartellonistica da adottare per essere in regola” racconta il titolare Claudio Cenni, per il quale l’estate ormai agli sgoccioli non è stata certo esaltante ma neppure drammatica come ci aspettava. Merito ovviamente della clientela italiana e addirittura toscana, che mai come quest’anno ha scelto la tranquillità di un posto all’aria aperta lontano dai luoghi affollati. “Siamo abituati a lavorare per il 70% con la clientela italiana, anche con prenotazioni dell’ultimo minuto – spiega Cenni – e quindi abbiamo accusato meno il calo degli stranieri. Le cancellazioni dall’estero poi sono state compensate dai vantaggi dell’agriturismo, perché quest’anno la gente cercava soprattutto spazi all’aperto e non affollati. Fra luglio e agosto abbiamo avuto anche molti toscani che non volevano allontanarsi troppo da casa”. L’agriturismo ha dovuto sopperire ovviamente alla cancellazione delle cerimonie, in particolare delle comunioni che saranno recuperate nelle prossime settimane, ma in ogni caso è riuscita a garantire il lavoro a tutti i propri dipendenti senza mettere a casa nessuno.

Per altre strutture, invece, la stagione turistica 2020 si è concentrata tutta in un mese scarso, come avvenuto ad esempio per il Bed and breakfast Il Moscondoro di Montopoli Valdarno (5 camere in tutto), che si trova a pochi passi alla tenuta di Varramista e dall’uscita FiPiLi di Capanne. “Per la nostra posizione, vicina alla superstrada e al distretto conciario, siamo abituati a lavorare durante tutto l’anno con chi si muove per lavoro – spiega Gemma Pannocchia – mentre nel periodo estivo abbiamo una clientela turistica che si divide più o meno equamente fra italiani e stranieri. Quest’anno, invece, tutto si è concentrato fra metà luglio e metà agosto grazie agli italiani, mentre gli stranieri non sono stati più del 20%. In tanti ci scelgono per la nostra posizione, come base per visitare le città della regione ma anche per andare a trovare parenti e amici che vivono in Toscana”. Dalla fine di agosto, tuttavia, il numero delle prenotazioni è andato scemando, senza poter contare quest’anno su quegli eventi di settembre che solitamente riempivano alcune strutture come il Moscondoro.

“Al momento la situazione è molto tranquilla – spiega la donna -: per settembre abbiamo prenotazioni solo per il 19 e il 25 grazie ad una mostra di modellismo e alle gare del crossodromo Santa Barbara. Con la cancellazione della Festa Medievale di Montopoli, invece, non vedremo le squadre di arcieri che ogni anno arrivavano per partecipare all’evento”.

In generale, dunque, la fotografia della stagione turistica del Valdarno si presenta composita ma in ogni caso non facile, anche se un aspetto sembra aver messo d’accordo tutti gli operatori: il no ai bonus vacanze che le strutture ricettive della zona hanno scelto di non accettare. “Alla fine si tratta di un credito di imposta – dicono gli operatori – chissà se e quando avremmo mai rivisto quei soldi”.

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