Per la 50esima edizione il tartufo è donna. E ha anche un logo ufficiale foto

In preparazione il merchandising. Ecco il programma degli eventi a San Miniato e nelle frazioni

Non solo si farà la 50esima mostra mercato del tartufo, ma si faranno anche tutte le manifestazioni collaterali. Oggi (10 settembre), giorno di inizio della raccolta, è stata presentato il programma degli eventi che accompagneranno ai tre fine settimana di novembre per il mezzo secolo della mostra mercato nazionale del tartufo bianco di San Miniato. Per l’edizione speciale la mostra avrà anche un logo: una veste grafica che renda riconoscibile il marchio e che aiuti a promuoverlo. L’altra novità è che per la prima volta viene dato un titolo all’edizione: ‘Il tartufo al femminile’, proprio perché le protagoniste saranno le donne.

Un’edizione che sarà senz’altro diversa: innanzitutto sarà la prima mostra mercato organizzata dal nuovo presidente di San Miniato Promozione, fresco di nomina, Marzio Gabbanini. E poi, chiaramente, dovrà adeguarsi a quelli che sono i protocolli anti-contagio: per questo l’organizzazione degli spazi è stata ripensata grazie al contributo fondamentale dellassociazione Lanfranco Benvenuti. Si mantengono anche tutte le sagre di frazione organizzate dalle associazioni locali, per le quali le date sono già confermate.

“Senz’altro è un anno particolare – ha detto Gabbanini – ma noi di San Miniato Promozione abbiamo deciso che il tartufo non doveva fermarsi. Secondo le indicazioni dell’associazione Lanfranco Benvenuti la mostra dovrà essere ‘allungata’ per evitare l’assembramento. Gli spazzi saranno organizzati in maniera diversa, non ci saranno più i grandi stand, ma saranno più piccoli. Questo permette anche un impatto ambientale minore e valorizza le bellezze del centro storico. Il titolo è Tartufo al femminile perché gli chef saranno quasi tutti donne”. Ancora in fase di definizione i punti di accesso alla città.

Il logo

La novità principale è che da ques’anno la mostra mercato ha un logo ufficiale. Un marchio riconoscibile progettato dall’architetto Ilaria Borgioli che parte dal connubio tra la terra e il suo prodotto più prezioso: il tartufo. “Tra le tante esigenze – ha spiegato Borgioli dell’associazione Lanfranco Benvenuti – è uscita fuori quella di dare una veste grafica e comunicativa alla festa in modo tale da creare un brand. Il territorio è la parte più importante, infatti il logo parte dallo studio delle colline sanminiatesi. Le linee curve richiamano un po’ le impronte digitali, a significare che ogni territorio è unico e ha una propria identità. Il punto centrale rappresenta l’apice, cioè la torre di San Miniato. La forma richiama il tartufo quale elemento prezioso della terra con le sue cavità. Il colore dominante è l’oro, proprio perché il tartufo rappresenta un gioiello. Abbiamo fatto anche diversi studi cromatici che hanno prodotto varie versioni che poi si possono adattare su vari supporti per il merchandising: dalle tazze alle maglie, fino alle borse, ombrelli e cappelli”.

Accessori e abbigliamento, quindi, con il logo impresso. Il merchandising punta a dare una veste commerciale al tartufo e può essere un modo allettante di promuoverlo. Difficilmente gli accessori e le magliette saranno pronti per la mostra di novembre, ma intanto i preparativi procedono a passo spedito.

Le sagre collaterali

Gli eventi che accompagnano la stagione del tartufo fino a novembre inizieranno a La Serra il 25,26 e 27 settembre, con la 13esima edizione della sagra del tartufo bianco e del fungo porcino. “Abbiamo dovuto diminuire i posti recettivi – ha detto Davide Terreni, uno degli organizzatori -. Da 450 passiamo a circa 300 per rispettare le norme anti-Covid. Come sempre ci saranno solo prodotti locali”. In ordine cronologico, l’evento successivo, il 3 e 4 ottobre, è la 34esima fiera mercato del tartufo bianco di Corazzano dove, come ha spiegato Cristiano Sabatini, ci saranno due novità. “Quest’anno – ha detto Sabatini – facciamo un ritrovo in cui tiriamo fuori i nostri vecchi bauli e indossiamo gli abiti degli anni ’50. Inoltre, per portare avanti la tradizione sui soprannomi di Corazzano, faremo un muro con delle piastrelle con nome e soprannome abbinato”. Così rimarranno nella memoria storica della frazione. Il 17 e 18 ottobre è la volta della 42esima sagra del tartufo bianco e del fungo di Balconevisi. “La nostra manifestazione – ha detto Paolo Nacci – punta a far assaggiare il tartufo laddove viene trovato. In questo contesto si colloca anche la Mangialonga, con la visita delle zone tartufigene”. A Balconevisi quest’anno non si correrà il palio del papero, che precede la settimana del tartufo. La più giovane di tutte è la sagra del tartufo di Ponte a Egola, giunta alla settima edizione il 24 e 25 ottobre. “Vogliamo creare un binomio tra tartufo e attività produttive – ha detto Simone Nieri dell’associazione La Ruga – Purtroppo non abbiamo grandi spazi e stiamo valutando l’organizzazione dei mercatini”. Infine, l’ultima prima della mostra mercato nazionale, è quella di San Miniato Basso, il tartufo al Pinocchio. La 13esima edizione prevede due domeniche: il primo e l’8 novembre. “Di solito – ha spiegato Anna Gaetani della Casa culturale – sfruttiamo sia gli spazi interni che esterni. Stiamo studiando come farla usando al massimo gli esterni, ma speriamo che il cielo sia clemente e non piova, che è successo per diversi anni”.

“Non è scontato che si faccia la mostra mercato– la conclusione del sindaco Simone Giglioli -. Non è banale nemmeno la realizzazione delle sagre. Tutte le manifestazioni hanno un ciclo e hanno bisogno di essere modificate. Il covid ci impone di cambiare alcune cose. Noi ovviamente la vogliamo fare, ma la prima necessità rimane la tutela della salute pubblica. Può essere un segnale di ripartenza anche per il turismo e speriamo che non ci sia una recrudescenza del virus o una stretta sulle misure di prevenzione”.

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